sabato 9 marzo 2013

Wu Dang / 大武当之天地密码 ( Patrick Leung / 梁柏坚 , 2012 )

Giudizio: 6/10
I Monasteri sui Monti Wudang

I monti Wudang costituiscono una piccola catena montuosa localizzata nello Hebei, regione centrale della Cina: sono montagne che , a confronto delle catene montuose del nord e  del Tibet appaiono quasi delle colline, ma fondano la loro fama che ne fa uno dei luoghi più visitati della Cina sul fatto di essere  uno dei luoghi sacri del Taoismo, religione che ha sempre costituito un punto di riferimento nella cultura e nella filosofia dell'estremo oriente.
Sfruttando la grande suggestione, e l'estrema bellezza, che questi luoghi evocano, Patrick Leung dirige Wu Dang, lavoro un po' fantasy, un po' arti marziali, quasi completamente  ambientato nelle montagne sacre tra paesaggi bellissimi e monasteri taoisti.
E' un lavoro semplice, con una trama lineare, quasi un film per famiglie in vena di serata cinematografica in cui al centro del racconto c'è una sorta di caccia al tesoro da scovare tra le montagne e i monasteri; da una parte un padre che rimette nella scoperta del tesoro dalle proprietà portentose le speranza per guarire la giovane figlia affetta da una rara malattia, dall'altra una misteriosa fanciulla che è alla ricerca di una spada leggendaria che appartiene alla sua famiglia da secoli; in mezzo l'immancabile mercante di tesori senza scrupoli.
L'occasione per recarsi nei monti Wudang è una competizione di arti marziali organizzata nel monastero taoista, nel quale all'ombra di templi e staute votive c'è qualcosa di torbido che bolle, sempre legato al misterioso tesoro.
La tematica della caccia al tesoro e quella delle arti marziali è tenuta insieme con una certa forzatura, anche se a ben vedere le scene di combattimenti, anche grazie alle coreografie di Corey Yuen ben incastonate nel paesaggio suggestivo, sono fra gli aspetti più interessanti del film, così come qualche riflessione sulla filosofia taoista, in grande fase di rivalutazione negli ultimi anni in Cina.
Insieme a tutto ciò fa capolino qualche sprazzo di melodramma, qualche valore legato all'amore filiale, ma è l'atmosfera da fantasy quella che colora a tinte più decise Wu Dang, col risultato, come detto, di presentarsi come un film adatto e comprensibile a tutti che evita le tematiche troppo profonda o particolarmente complicate.
Vincent Zhao, Yang Mi e la giovanissima Xu Jiao regalano una prova tutto sommato onesta ad una pellicola che sicuramente non entrerà nella storia del Cinema , sebbene regali una ora e mezza di visione rilassata.

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