lunedì 27 maggio 2013

Mariposa in the cage of the night ( Richard V. Somes , 2012 )

Giudizio: 7/10
Il lurido sottobosco di Manila

Mariposa in the cage of the night del filippino Richard Somes è film estremo, proiettato in una dimensione che in certi momenti sembra più quella di un fantasy sub-urbano che quella di un thriller convulso come in effetti è.
Maya, la giovane protagonista che viene dalla provincia a Manila per scoprire come è morta la sorella, inghiottita dal ventre famelico della città, diventa ben presto per lo spettatore una sorta di guida in un tour dello squallore e della putredine.
La sorella morta ha varcato le soglie di una città che vive nascosta, nei vicoli, tra disgustose fabbriche di salumi insozzate da insetti e ristoranti frequentati da folli personaggi che tra un pasto a base di teste di scimmie e giovani ragazze sfregiate , coltivano il macabro sogna di clonare un amore insano e allucinato.
Il sottobosco di Manila, dove si pratica ogni turpitudine, compresi interventi chirurgici plastici eseguiti con tecniche mengheliane, è il vero centro del racconto: una storia buia, che si divincola in un ambiente lurido che spesso ha le sembianze dell'incubo, in cui si muovono personaggi al limite dell'umano , violenti e privi di ogni scrupolo, compresi poliziotti corrotti e boss paranoici.

Certamente Mariposa non è film che funziona sempre, in alcuni momenti quello che è il suo pregio diventa il suo limite più grosso, troppa è la caratterizzazione e l'estremizzazione messa in piedi, ma comunque Somes riesce a costruire un film teso, che si basa molto sulle ambientazioni e sulle facce, molte delle quali in effetti bucano lo schermo con estrema efficacia, ma soprattutto dipinge il ventre oscuro di Manila in maniera claustrofobicamente originale , che evita le problematiche sociali, spesso frequenti nei lavori filippini, per concentrarsi su una realtà sotterranea, in cui si consumano le vite incapaci di emergere alla luce del sole.
Il personaggio di Maya , la protagonista, spinta non dalla forza della disperazione dell'emarginato, ma dalla curiosità di scoprire la verità è il motore trainante del film che sa regalare anche un finale durissimo ma pienamente coerente con il resto della narrazione. 
La giovane Erich Gonzalez, una tra le attrici più quotate filippine, da anni protagonista di lavori per la televisione, regala una bella prova in un ruolo complesso dalle molte facce.

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