mercoledì 22 maggio 2013

Will you still love me tomorrow ? / 明天记得爱上我 ( Arvin Chen / 陈骏霖 , 2013 )

Giudizio: 6/10
Il caos emotivo e sentimentale

L'esordio del regista sino-americano taiwanese Arvin Chen con Au Revoir Taipei, è stato uno dei più sorprendenti e promettenti degli ultimi anni nel panorama cinematografico dell'Estremo Oriente, motivo per il quale Will you still love me tomorrow ? era atteso come la classica prova del nove, che solitamente si riserva alla opera seconda.
Tanto per essere chiari subito, bisogna dire che il nuovo lavoro di Arvin Chen è un sostanziale passo indietro rispetto all'esordio: il tono è il medesimo, classica commedia romantica dall'aspetto poliedrico, ma tanto era originale nella sua costruzione e nel suo sviluppo Au Revoir Taipei, altrettanto è balbettante Will you still love me tomorrow? , con una sceneggiatura debole che si affida al racconto parallello e incrociato di alcune storie d'amore in cui regna l'anarchia sentimentale e la confusione più complete.
Vetero eterosessuali che vivono sotto copertura della balla famigliola e che sentono rinascere gli impulsi omosessuali, gay che si sposano con lesbiche in un connubio improbabile, donne che fuggono dal matrimonio alla vigilia del gran giorno prese dal panico e conseguenti mariti abbandonati che trovano conforto spirituale e appoggio, pur sempre maschile, da parte di gay dichiarati. 

Tutta questa labilità emotiva e sentimentale  dovrebbe servire a dare nerbo alla narrazione ma di fatto l'unica tematica che emerge prepotente e  che farà infuriare non poco le associazioni gay è che l'omosessualità è dipinta mai come una scelta coerente e passionale, bensì come una sorta di deriva sentimentale , una ultima spiaggia affettiva alla quale si approda prima della canna del gas o della perenne e irreversibile solitudine.
Sebbene la mano alla regia di Arvin Chen richiami molto alcune atmosfere del suo primo lavoro, prima fra tutte una mai fastidiosa eleganza delle immagini e della narrazione, il film nel complesso non riesce a prendere il volo in pieno, rimanendo troppo spesso legato a banali ovvietà , non ultima le immancabili macchiette da gay in stile " Il vizietto".
Va bene la labilità emotiva e sentimentale, ma , ed è una costante che si ripete in svariati lavori taiwanesi ultimamente, ad esempio il seppur valido Girlfriend Boyfriend, il ricorrere alle tematiche gay per spiegare e dare corso a simili disagi appare piuttosto stucchevole.
D'altra parte,nonostante una sceneggiatura che spesso scricchiola, va segnalata invece la buona prova da parte degli attori protagonisti, che risolleva almeno parzialmente, le sorti del film: bravo uno stralunato Richie Chen , gay sotto copertura che sente riemergere la sua omosessualità, brava Kimi Hsia nei panni della ragazza che fugge di fronte al marito, un po' citrullo a dire il vero, un passo prima dell'altare e si rifugia nel suo marasma sentimentale e brava anche Mavis Fan nel ruolo della moglie che vede il marito prendere la deriva gay.


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