sabato 6 luglio 2013

The Robbers / 我的唐朝兄弟 ( Yang Shupeng / 杨树鹏 , 2009 )

Giudizio: 7/10
Seguire la legge o affidarsi alla clemenza?

Il secondo lavoro di Yang Shupeng , regista dal passato curioso e singolare, divenuto cineasta per inseguire il suo sogno cinematografico e che di recente abbiamo visto al FEFF di Udine col suo ultimo lavoro, è una interessante dark comedy che vive sulla dichiarata ispirazione, per la verità piuttosto blanda, a I Sette Samurai.
E' il racconto tragicomico di una coppia di ladri, ambientato nel periodo della Dinastia Tang, che capitano nel villaggio del Bambu Amaro, tranquillo agglomerato di case di contadini; colti sul fatto e smascherati dimostrano però la loro lealtà e la loro predisposizione alla difesa dei deboli, mettendo in fuga ed uccidendo alcuni soldati imperiali di pattuglia.
Nel villaggio nasce il dubbio: applicare la legge o riconoscere nei due lo spirito cavalleresco e quindi graziarli?
Vivendo nella comunità i due bipolarizzano  i sentimenti dei contadini, l'odio da una parte e la simpatia dall'altra, il capo villaggio che ripete all'infinito : "Secondo la Legge della Dinastia Tang il furto va punito" basando il suo carisma su un millantato lontano legame famigliare addirittura co Zhao Zilong vorrebbe consegnarli, i sentimenti si incrociano, amori e gelosie di alimentano e i soldati tornano alla carica per catturare i due farabutti.

La prima parte è tutta giocata su un ritmo sostenuto, fra gag più o meno volontarie e possiede in maniera netta il tono della commedia; la seconda invece si alimenta maggiormente di atmosfere da dramma venato di sentimento che non può mancare mai in un film cinese che si rispetti.
Rispettare la legge o seguire la pietà? Questo è il dilemma che serpeggia in tutto il film e il finale dimostra che seguire la legge non sempre porta alla giustizia.
Le figure dei due ladri sono ben assortite, sembrano proprio i protagonisti di tante coppie famose che il Cinema di ogni epoca ci ha donato: ladri sì, ma bonaccioni e soprattutto leali e pronti al sacrificio, le classiche canaglie dal cuore d'oro inclini al sentimento; accanto a loro c'è una bella carrellata di personaggi secondari che ben si prestano al ruolo di spalla, oltre a due figure femminili forti e toste.
Nel suo complesso il film funziona, diverte e tocca anche qualche corda nascosta, e come in An inaccurate memoir la metamorfosi dei personaggi è chiara e naturalmente tendente all'eroico; probabilmente lo hiatus narrativo netto che esiste tra le due parti del film toglie un po' di forza al racconto, ma comunque risulta difetto non troppo grossolano.
Hu Jun e Jiang Wu costituiscono una bella accoppiata che funziona bene tra comicità e dramma e soprattutto il fratellino del grande Jiang Wen risulta un autentico mattatore.


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