venerdì 13 dicembre 2013

Brother 2 [ aka Brat 2 ] ( Aleksei Balabanov , 2000 )

Giudizio: 8.5/10
Il nostro (anti)eroe vola in America

Tre anni dopo Brat , e con in mezzo Of Freaks and Men, Aleksei Balabanov torna a raccontarci le gesta del suo (anti)eroe patriotta e assetato di giustizia e ,cosa più unica che rara, riesce nell'incredibile risultato di dirigere un sequel che risulta anche migliore del primo.
E' passato un anno da quando Danila si è trasferito a Mosca dove vorrebbe studiare Medicina " per aiutare gli altri", qui ha incontrato due suoi ex commilitoni con i quali ha salvato la pelle nella sporca guerra; allorquando partecipano ad un programma TV in cui ricordano i tempi della guerra, Balabanov ci assesta il primo colpo di teatro ironico e maldestro: davanti alla Tv vediamo Viktor, il fratello grande intento a ingurgitare vodka con la madre accanto che lo apostrofa nello stesso modo in cui fece con Danila all'inizio di Brat; Viktor non ci pensa due volte e raggiunge il fratello a Mosca. Americani e Russi nel frattempo hanno preso a fare "affari" insieme: da una parte l'oligarca moscovita , dall'altra il magnate americano ed in mezzo l'hockeysta russo della NHL raggirato dal faccendiere americano.

Per Danila è ora di fare giustizia, anche perchè nel frattempo il fratello gemello dell'hockeysta, commilitone di Danila, viene ammazzato avendo osato intrufolarsi negli affari sporchi che corrono tra Mosca e Chicago.
Lasciando per un attimo la stella pop Irina con cui Danila si era legato, la coppia di fratelli vola in America, dopo avere dovuto liberarsi degli scagnozzi del faccendiere russo; qui però scoprono che il mondo è tutto uguale: puttane e papponi, imbroglioni e gente schiava del denaro, mafiosi russi e ucraini d'esportazione; il sogno americano va in frantumi, almeno per Danila, il quale però ha solo il solo obiettivo in mente di fare giustizia  e di tornare in patria.
Grazie ad una colonna sonora spettacolare e ad un ritmo che senza essere frenetico riesce sempre a calamitare l'attenzione, Balabanov intesse un racconto fatto di fratellanza, di eroi ingenui e determinati e di personaggi loschi, di riflessioni sul mondo bipolarizzato, almeno allora, tra USA e Russia, di amore patriottico e di illusioni infrante, di camionisti leali e di poliziotti cinici ; una storia in cui l'eroe sempre più romantico Danila è mosso da una forza primordiale che lo porta ad usare ogni mezzo pur di salvare la sua connazionale prostituta dalle grinfie delle gang nere.
Chicago è come Mosca; stesso grigiore, stessi quartieri desolati, stesse vite ai margini, ma scopriamo una verità basilare nella morale balabanoviana: "il potere è di chi ha ragione non di chi ha i soldi".
In questa ambientazione da gangster movie però il regista infila momenti da ricordare: i due taxisti (quello moscovita e quello di New York) autentici grilli parlanti che colpiscono la coscienza con l'accusa al vivere moderno, il Fascista in giacca da SS che smercia armi-cimeli della Seconda Guerra Mondiale, la parata di cimeli comunisti nel seminterrato sulla Piazza Rossa, la fierezza russa che non tarda mai ad affiorare e una certa sarcastica vena razzista che anima alcuni personaggi americani.
Le due ore del film passano in un baleno regalandoci un lavoro che è si film d'azione, ma è anche l'immagine di un universo, anche al di fuori dei confini nazionali, in cui c'è molto, troppo lavoro per il nostro eroe romantico, il quale , a differenza del fratello, capisce bene quale è il suo posto nel "paese che mi generò, e ora e sempre io ti amerò"



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