venerdì 3 gennaio 2014

Special ID / 特殊身份 ( Clarence Fok Yiu-Leung / 霍耀良 , 2013 )

Giudizio: 7/10
Donnie Yen non tradisce mai

Il ritorno di Clarence Fok al grande schermo dopo un lungo esilio televisivo si materializza in un action movie tipicamente HKese, direi quasi dal sapore antico; gli ingredienti ci sono tutti: poliziotti infiltrati nelle Triadi, sporchi doppi e tripli giochi dei boss, equilibrio che si rompe quando viene meno anche l'ultimo sprazzo di onore e cavalleria, botte da orbi e inseguimenti mozzafiato; la novità sono l'espandersi del racconto verso la Cina continentale ( prova inconfutabile, oltre ai soldi di chi produce, del completato handover cinematografico) e la presenza di una dolce e minuta fanciulla che mena però come un maschiaccio; ma soprattutto c'è uno strepitoso Donnie Yen nella duplice veste di attore e di action director in cui risulta veramente arduo scegliere dove se la cava meglio tanto di alto livello sono le prove offerte.
Il poliziotto nasce infiltrato da subito, la sua vita è sempre stata all'ombra dei boss al punto che , sebbene abbia come grande aspirazione quella di tornare a fare il poliziotto "normale", l'identificazione esteriore è praticamente completa tra tatuaggi, collane e canottiere.

Stavolta non abbiamo il poliziotto che combatte anche contro il passato o contro un presente di rapporti difficili, il nostro eroe infatti è quasi un mammone cronico: l'unico suo pensiero è per la mamma che da buona madre ha fiutato ben presto quale è il suo ruolo.
La missione affidatagli è quella di andare a mettere le mani sopra ad un boss emergente che , secondo la legge della circolarità tipica del cinema di Hopng Kong , è stato suo grande amico nonchè suo allievo negli anni passati.
L'azione non manca, siano essi combattimenti, quasi sempre uno contro tutti, siano essi inseguimenti in macchina o voli dai balconi e tanto già basta per fare di Special ID un film valido, almeno per chi apprezza il genere; se poi Donnie Yen ci mette del suo anche come coreografo (la scazzottata iniziale e quella nella cucina sono delle autentiche perle) allora il film può dirsi pienamente riuscito.
Anche il contorno funziona bene: ritmo, storia semplice ma che sa comunque tenere viva l'attenzione, personaggi ben disegnati , soprattutto quello interpretato da Andy On, specialista ormai in ruoli da cattivo inguaribile, musica che ben sottolinea l'azione, si fondono bene in un lavoro che se dal punto di vista della regia non regala nulla di clamoroso, è comunque un bel concentrato di azione.
Vero che tutto ruota intorno a Donnie Yen, ma finchè la forma fisica ed artistica di questo stupefacente cinquantenne  è questa si va sempre sul sicuro.

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