giovedì 20 febbraio 2014

Police Story 2013 / 警察故事2013 ( Ding Sheng / 丁晟 , 2013 )

Giudizio: 5.5/10

L'ennesimo episodio della saga cinematografica ispirata allo storico Police Story si sposta nella Cina continentale: l'accoppiata Ding Sheng- Jackie Chan, che già produsse buoni risultati in Little Big Soldier, costruisce una storia e dei personaggi che, ben lungi dal richiamare alla mente gli archetipi HKesi, si modellano sulla realtà cinese.
Zhong Wen è un detective capace, di quelli dediti al lavoro ben oltre i propri compiti, quasi un samaritano della legge che antepone la sicurezza dei cittadini ai suoi problemi famigliari; quando viene convocato dalla figlia, che lo incolpa della sua assenza nella vita della famiglia, in un bar post-moderno, non sa che sta per cadere in una trappola tesa dal proprietario del bar stesso: ben presto da visitatore si trasformerà in ostaggio, insieme ad altre persone, riunite, si scoprirà non a caso, lì da Wu, il gestore del locale.
Dietro al rapimento c'è la volontà dell'uomo di chiudere per sempre un capitolo tragico della sua vita.
Zhong sarà al contempo ostaggio, mediatore e agnello sacrificale in un drammatico e iperbolico apologo su giustizia e vendetta, valore civico e onore, tutto raccontato con toni forti e claustrofobici cui si avvinghia un finale che sembra uscito dalla penna di una Agatha Christie del Terzo Millennio.

Police Story è film che esclude del tutto ogni seppur minima traccia di quel tono commediaiolo che i precedenti capitoli presentavano e che erano pane per i denti per un istrione come Jackie Chan: la pellicola è una storia con non molta azione, un po' di botte, toni drammatici e sottotracce spesso moraleggianti, alcune delle quali francamente vicine allo stucchevole, atmosfera cupa e pregna di drammaticità che però nel complesso presenta molte, direi troppe ombre.
Anzitutto la giustificazione morale che c'è dietro ogni personaggio: buoni e cattivi in fondo hanno il loro senso civico , il loro onore e rigettano la cattiveria gratuita; insomma i buoni sono troppo buoni e i cattivi sono troppo poco cattivi. Questa dinamica non convince, depaupera la storia di quel caposaldo che è la lotta all'ultimo sangue tra il bene ed il male, sebbene indubbiamente renda molto più digeribile tutto il contesto, per cui tutto il racconto si sviluppa intorno ad un crescendo di tensione dettata più dalle situazioni estemporanee che da un impianto coerente.
Jackie Chan stesso, capelli a spazzola in stile poliziotto cinese, si concede molte meno acrobazie e momenti di azione pura, concentrandosi maggiormente sull'aspetto etico e morale del personaggio, motivo per cui coloro che si aspettano folli gesta da parte dell'attore rimarranno abbastanza delusi.
Ma soprattutto la delusione maggiore nasce da una storia che globalmente è debole, cui nè il finale e neppure il sottofinale, forse le parti più interessanti del film, riescono a regalare lo sprint sperato.
Inutile dirlo, ma Police Story 2013 è stato un campione di incassi sensazionale in Cina, mercato cui è prevalentemente rivolto; dal punto di vista della qualità francamente abbiamo visto di meglio, anche senza Jackie Chan.

Nessun commento:

Posta un commento

Condividi