venerdì 28 febbraio 2014

The Terror Live ( Kim Byung-woo , 2013 )

Giudizio: 6.5/10

Cosa può fare un anchorman televisivo di prestigio che con ignominia è stato relegato alla conduzione di un programma radiofonico di intrattenimento mattutino costruito sulle telefonate di ascoltatori lamentosi e queruli quando in linea si presenta un uomo che minaccia di far saltare un ponte e dopo pochi istanti ciò avviene sotto gli occhi esterrefatti del conduttore?
Naturalmente vede l'occasione della vita, un segno del destino, per ritornare in auge e riprendersi quel posto di prestigio che gli era appartenuto, improvvisando una sorta di talk show con il bombarolo, il quale da parte sua dichiara di essere un operaio che a quel ponte lavorò nella sua costruzione e che cerca solo un risarcimento per le famiglie di tre suoi colleghi morti in un incidente durante i lavori sul ponte sul fiume Han tra l'indifferenza generale e , soprattutto, le scuse da parte del Presidente della Repubblica in diretta televisiva.
I dirigenti del network vedono nell'episodio la possibilità di sbaragliare la concorrenza e  con entusiasmo aderiscono alla proposta del giornalista.

Sul brandello di ponte rimasto in piedi sono imprigionate alcune persone tra cui una reporter della catena TV , ex moglie dell'anchorman, col quale la vita coniugale si è pericolosamente intrecciata con quella privata creando il più classico dei Big Bang.
La polizia, non avvertita immediatamente del fatto, interviene, le autorità, fermamente convinte nel non accettare alcun confronto con il terrorista , mandano in tv un militare fantoccio che si limita ad insultare l'attentatore, i network si scatenano e nel marasma vanno anche a scavare nel passato del protagonista; nel frattempo altre bombe sono pronte ad esplodere.
L'inizio di The Terror Live accalappia subito lo spettatore: suspance , confronto serrato tra giornalista ed attentatore, montaggio e musica serratissimi e soprattutto la scelta di ambientare tutta la pellicola nell'angusto spazio di uno studio televisivo con uno sguardo sull'esterno mediato solamente dai numerosi monitor che rimandano le immagini del ponte distrutto.
Per oltre metà film tutto funziona bene, il dubbio che qualcosa sia stato architettato intorno al malcapitato ex glorioso anchorman cresce, le tematiche scelte dal regista sono chiarissime: le discriminazioni sociali, l'insensibilità dell'apparato governativo e soprattutto il feroce ruolo dei media, autentici burattinai degli eventi, un po' come vedemmo già in Confession of Murder.
Poi la tentazione di Kim Byung-woo, qui alla sua opera prima ,di avvalersi fin troppo delle capacità tecniche universalmente riconosciute di molte troupe coreane fa scivolare il film su binari popolati da effetti speciali e da scene ad effetto col risultato che il film tende a scadere e a ripiegare su canoni più convenzionali ed ovvi.
Il finale pessimista e in stile "muoia Sansone e tutti i Filistei" appare quindi uno schiaffo fin troppo meditato, quasi a voler rimettere le cose a posto.
The Terror Live è comunque film di genere ben fatto e che non deroga alla prima legge dei thriller: la tensione è infatti sempre palpabile e fa del film di Kim un lavoro che ha i suoi pregi.
Nella scelta claustrofobica di ambientare il tutto in uno spazio ristretto e ben definito, trova un eccellente palcoscenico la prova di Ha Jung-woo, autentico one-man show che sa tenere bene in mano le redini del film intero.

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