giovedì 22 maggio 2014

Beijing Love Story / 北京愛情故事 ( Chen Sicheng / 陈思诚 , 2014 )

Giudizio : 7/10

Opportunamente lanciato nelle sale cinesi in occasione della festa di S.Valentino ( con tanto di record di incassi), Beijing Love Story non è solo un lavoro dal titolo omonimo alla serie televisiva che ha avuto grande successo: è quasi uno spin-off, visto che alla regia (e sullo schermo come attore pure) c'è Chen Sicheng  che della serie Tv è autore e regista oltre che interprete, insieme alla moglie Tong Liya conosciuta nella lavorazione della stessa serie (galeotto fu veramente il serial...); le analogie finiscono però qui, perchè oltre ai coniugi gli interpreti ed i personaggi non hanno niente a che vedere con la produzione televisiva.
Beijing Love Story è un racconto a staffetta in cui i vari segmenti che presentano personaggi diversi hanno un qualche legame con quello che segue: la giovane coppia di fidanzati alla moda , figli della Cina ricca e opulenta che scoprono sulle loro spalle quanto sia difficile far coincidere l'ambizione e la competitività che permea la società cinese con l'amore; la coppia di coniugi anch'essi giovani in cui alle inequivocabili scappatelle del marito, la moglie cerca di rispondere con un grottesco e maldestro "occhio per occhio dente per dente"; la coppia matura che per il loro anniversario decide di festeggiarlo tra le bianche case e i tramonti delle isole greche fingendosi amanti clandestini ( qualche decina di minuti straordinaria con la coppia Carina Lau e Tony Leung Ka Fai); i due adolescenti che si innamorano sui banchi di scuola a cui l'emozione e l'infatuazione fa spuntare le ali per volare ed infine l'amore in età avanzata con un uomo ultrasessantenne cui vengono organizzati incontri al buio  per sistemarlo per la vecchiaia.

Il titolo , va detto, è alquanto fuorviante, perchè se è vero che la megalopoli cinese fa da sfondo a quasi tutta la storia, è solo nei primi due episodi che assistiamo alle consuete carrellate di immagini sfavillanti, cariche di tecnologia e di glamour che caratterizzano sempre più frequentemente certi scorci di Pechino; semmai la città è un po' il simbolo di un mare magnum dove moderno e tradizione si sposano, seppure a fatica, e che danno quella immagine sfaccettata ad una città in cui non ci si sorprende che possa accadere qualunque cosa, un po' come è New York nell'immaginario collettivo.
Se l'inizio del film si focalizza molto su la Pechino dei giovani edonisti ed arrivisti, ambiziosi e pronti a tutto, la seconda parte del film lascia da parte certe atmosfere regalando toni più intimistici ( per gli ultimi due segmenti) e brillanti nel terzo, il già citato episodio della coppia in Grecia; ed è proprio in questi che il film da il meglio di sè, caricandosi di sentimento e di emotività.
Come ci tiene il regista a sottolineare in una carrellata finale molto didattica, la vita e l'amore viaggiano di pari passo: ogni età regala emozioni e sentimenti di portata diversa, ma il fluire è un unicum inscindibile siano gli amanti dei ragazzini o degli anziani, e l'appello alla comprensione e alla fiducia, alla capacità di perdonare, alla necessità di legarsi nell'affetto è il tema che lega i vari episodi in un unico racconto sull'amore ad ogni età.
Nel Post Scriptum che si vede mentre scorrono i titoli di coda Chen Sicheng ci da una divertente e lapidaria  interpretazione della filosofia dell'amore: " Se incontri la persona giusta al momento giusto, questo è amore, se incontri la persona sbagliata al momento sbagliato questo è il matrimonio"; semplice no?


Nessun commento:

Posta un commento

Condividi