martedì 1 luglio 2014

Intruders ( Noh Young-seok , 2013 )

Giudizio: 6.5/10

Quale posto migliore di una bella valle immersa nella neve per isolarsi e finire di scrivere il proprio lavoro ? Come farebbe chiunque (o quasi) Sang-jing si reca in uno sperduto resort, lontano dal caos di Seoul, messogli a disposizione dai parenti del suo produttore: posto bellissimo, quiete assicurata, coltri nevose che coprono tutto, peccato solo che sin dal suo arrivo nel villaggio più vicino, ultima tappa prima di raggiungere la meta, si renda conto che i valligiani tanto normali non sono: uno gli sputa nel bicchiere, il guidatore del pullman non è in grado di dirgli la fermata dove scendere, uno strano tipo attacca bottone e non lo molla anzi lo incalza con fare insistente; giunto alla baita si imbatte in un paio di soggetti poco rassicuranti che girano con un fucile. Come non bastasse arrivano al resort quattro giovani in cerca di un alloggio.
Quando poi in una atmosfera che si ammanta sempre più di mistero inizia a comparire pure qualche cadavere, il protagonista si rende conto che quello che lo aspetta è ben diverso da quanto si immaginava.

Nella sua parte iniziale Intruders ondeggia tra la commedia dark in stile fratelli Coen e le atmosfere boormaniane da Un Tranquillo Week-end di Paura : il valligiano che guarda il cittadino con diffidenza, l'habitat che sembra voler respingere con tutte le sue forze l'intruso, dialoghi densi di macabro umorismo, situazione che si ingarbuglia sempre più mettendo il protagonista davanti a scelte improvvise; poi nella seconda parte la storia si rivolge ai canoni più ortodossi del thriller anche piscologico, la tensione cerca di montare e ci si avvia all'epilogo con il classico colpo di scena, a dire il vero piuttosto forzato, che però lascia un margine di indefinito al film.
L'opera seconda di Noh Young-seok ha diversi lati positivi: anzitutto l'idea di partenza che genera delle situazioni che vengono affrontate con una buona dose di ironia dal regista (alcuni dialoghi e frammenti del film sono veramente azzeccati), la capacità del regista stesso di tenere in mano abbastanza bene una storia che vorrebbe creare tensione senza però tralasciare lo sguardo defilato ricco di ironia, il ritmo, che nonostante una discreta dose di claustrofobia che pervade il film, riesce sempre ad essere accettabile; quello che invece piace meno è il tentativo finale, piuttosto forzato e pretenzioso di dare una logicità a tutta la storia inserendo il classico colpo di scena che però stravolge tutto quello che fino ad allora era stato messo in piedi.
Intruders è comunque film ben fatto che sa catturare l'attenzione: probabilmente osando un po' di più sarebbe potuto essere uno di quei lavori che lasciano piacevolmente colpiti in quanto la miscela tra thriller e dark comedy funziona piuttosto bene, almeno fino a quando il regista non decide di stravolgere la struttura della pellicola ed offrire un finale razionale ma poco coerente col resto della storia.

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