giovedì 23 ottobre 2014

Eden ( Mia Hansen-Love , 2014 )


Giudizio: 4/10

Nelle note di regia che accompagnano il film, la regista Mia Hansen Love racconta che Eden vuole essere un racconto incentrato sulla sua generazione, quella che negli anni a cavallo tra la fine e l'inizio del millennio abbracciò l'evoluzione della disco music verso le derive elettroniche, garage ed house, in particolare il French touch che un buon successo ebbe in quegli anni.
Ed in effetti Eden è una digressione ventennale su quel fenomeno, raccontata attraverso le gesta di alcuni giovani dj che animarono le notti parigine.
Gli inizi ricchi di entusiasmo , di inevitabili difficoltà e di contrasti famigliari, il confronto con gli altri protagonisti della scena, l'affermazione che lancia verso una effimera gloria e l'inevitabile declino come è ineluttabile quando il proprio mondo viene incentrato su qualcosa di labile come è la moda musicale: questo è lo schema semplice, quasi monolitico su cui si basa la pellicola.
Purtroppo però tutto ciò sullo schermo si trasforma in una mancanza assoluta di smalto attraverso una storia che troppo spesso si aggrappa a situazioni che si ripetono invariabili e per di più con personaggi che difettano colpevolmente di spessore.

Riprodurre lo stesso brano musicale sempre nella medesima situazione per un numero ossessivo di volte, dar corpo al medesimo schema (rapporti personali fugaci-sesso-droga ) con il conseguente deserto affettivo che circonda i personaggi, adagiare il racconto su una piatta descrizione di momenti scontati fino al finale, che vorrebbe segnare prima la sconfitta dolorosa e poi la svolta di redenzione inevitabile una volta raggiunta l'età matura, non consente al film di andare oltre il piccolo interesse per il costume che segnò quegli anni, non regalando null'altro che meriti di essere ricordato.
La regista ci fa sapere che il lavoro ha anche una forte impronta autobiografica (il fratello di Mia Hansen Love fu un dj che visse pienamente quel periodo): nonostante ciò manca qualsiasi afflato , riducendosi Eden ad una scolastica ricostruzione quasi di cronaca di un periodo della storia musicale francese metropolitana.
Eden insegna in maniera inequivocabile che non è sufficiente avere una idea per creare un lavoro valido, il cinema richiede qualcosa che vada oltre la semplice ideazione e soprattutto necessita di qualcosa che rimanga impresso negli occhi o nel cuore.

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