sabato 27 dicembre 2014

In Bloom ( Nana Ekvtimishvili , Simon Gross , 2013 )

Giudizio: 7/10

Il muro di Berlino è caduto da poco e l'impero sovietico è ormai frantumato in mille pezzi; anche nella Georgia, che fra tutte le Repubbliche ex sovietiche appariva come quella più pronta alla democrazia e alla libertà, lo sfacelo dell'impero sovietico ha portato guerre e sconvolgimenti sociali.
Siamo nel 1992 a Tbilisi, per le strade si combatte una guerra tra poveri per il pane, gli orfani del comunismo si ritrovano in un paese dove sembra regnare la delinquenza e le usanze arcaiche feudali, i ragazzini si atteggiano a piccoli boss e girano con coltelli e pistole, le famiglie sono soverchiate dai problemi economici e dai sussulti sociali.
In questo contesto si muove la storia di Eka e Natia, due ragazzine amiche per la pelle, che si affacciano alla vita così come il Paese si avvia lentamente a camminare da solo: due famiglie in cui manca la serenità, quella di Eka è priva del padre, in galera, quella di Natia è oppressa da un padre violento e ubriacone.

Anche per le adolescenti georgiane la vita è però fatta di piccole cose quotidiane: la scuola, le zuffe, i piccoli divertimenti, gli amori e Eka e Natia, profondamente diverse tra  loro, scelgono il loro percorso di vita convinte di farcela seguendo i propri principi.
Tutta la storia di In Bloom è realmente una fioritura, quella di due adolescenti in un mondo ben poco ospitale dove scopriranno ben presto le regole dure e spesso inique.
Raccontato con piglio realista, con atmosfere rese in maniera efficace, In Bloom evidenzia forse un solo grande difetto: non avere una identità stilistica ben precisa; infatti tutta la pellicola sembra impregnata di quello stile molto scarno , secco ed essenziale che contraddistingue ad esempio i lavori della Novelle Vague romena.
Ma al di là di questo il film possiede una bella forza narrativa, descrive in maniera non stereotipata le condizioni di vita, le usanze ( stupenda in tal senso la scena del matrimonio col ballo di Eka) e i disagi sociali che attanagliavano la Georgia dell'epoca, ma soprattutto sa ben interpretare quello che uno speaker radiofonico recita all'inizio del film: " Ogni georgiano ha in casa la zappa e la spada" , a sottolineare la caparbietà contadina dei georgiani unita alla loro fierezza da guerrieri.
La prova delle due ragazzine protagoniste è degna di nota: una recitazione spontanea e ricca di talento.

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