mercoledì 24 dicembre 2014

Temporary Family / 失戀急讓 ( Cheuk Wan-Chi / 卓韻芝 , 2014 )

Giudizio: 7/10

In un epoca di grande incertezza in cui tutto sembra aleatorio e fragile anche nella ricca Hong Kong il bene rifugio è la casa: una specie di ossessione che attanaglia gli HKesi alla ricerca di una sicurezza venuta meno negli ultimi anni, vuoi per problemi sociali e politici, vuoi per tempeste economiche che hanno investito l'Asia con la forza di uno tsunami.
E dove c'è un mercato florido, spasmodico, dominato dall'irrazionalità ci sono gli immancabili speculatori, in questo casi gli agenti immobiliari pronti come locuste a divorare i clienti per accaparrarsi le provvigioni delle transazioni.
E' in questo contesto che si sviluppa Temporary Family, una commedia quasi classica che ha il pregio di affrontare l'argomento scottante con leggerezza e con la giuste dose di disincanto e di ironia come impone il genere.
Lung è un agente immobiliare a cui la fidanzata ha dato un anno di tempo per comprare una casa adeguata affinchè possano sposarsi, ovviamente fuori dalla sua portata, e quindi affamato di soldi, Charlotte è una fresca divorziata che ancora spera di riavere con sè il marito, Hak è la figliastra di Leung lasciatagli in eredità dalla moglie dopo il divorzio, Very è un giovane mainlander che lavora con Lung , figlio di un riccone che vuole dimostrare al padre di essere capace di farsi una vita sua in stile HKese e intanto gira con potente e lussuose auto: un quartetto in cerca di qualcosa nella Hong Kong del terzo millennio, e cosa di meglio per fare soldi che gettarsi nella speculazione immobiliare?

Decidono così di comprare una bella casa , in un residence di lusso per poterla poi rivendere a prezzo maggiorato visto che il mercato è in espansione furiosa.
La bolla speculativa però esplode e la casa rimane sul groppone ai quattro che nel frattempo decidono di andarci a vivere dentro, pronti però a renderla linda e pulita quando un potenziale compratore si va vivo.
I maldestri tentativi di speculazione sembrano proprio non portare a nulla e come non bastasse ognuno di loro ha da sistemare una volta per tutte le faccende private rimaste in sospeso.
A rendere il finale roseo è l'intervento del classico riccone mainlander e la raggiunta consapevolezza che , forse, una casa è qualcosa di diverso di un oggetto di speculazione.
Personaggio tipicamente HKese nella sua multiforme attività, Cheuk Wan-Chi, conosciuta anche col nome di Vincci e GC Goo-Bi, sceneggiatrice, attrice, scrittrice, regista, musicista e tanto altro ancora, collaboratrice di Pang Ho-cheung nella scrittura del bellissimo Exodus, affronta il tema del mercato immobiliare e della maniacale ossessione HKese per la casa con leggerezza e occhio divertito, privilegiando l'aspetto tipico da commedia dietro al quale però risulta chiaro il messaggio sociale per cui la casa è un bene di rifugio in un momento in cui la storia dell'ex colonia britannica regala solo incertezze e paure per il futuro.
Alla fine in tutti e quattro i personaggi, componenti di una stramba famiglia di fatto nata per interesse e per calcolo, vince la convinzione che è meglio accontentarsi di poco piuttosto che inseguire pericolose chimere finanziarie che promettono grandi guadagni ed espongono a cadute catastrofiche.
La coppia Sammi Cheng-Nick Cheung è affiatatissima, fa faville e regala una interpretazione da manuale, persino Angelababy nel ruolo della figliastra riesce ad essere convincente una volta tanto e la comparsata finale di uno stralunato Jiang Wu è la ciliegina sulla torta: indubbiamente il giudizio positivo sul film, probabilmente una delle migliori commedie provenienti da Hong Kong in un anno che ha regalato nel genere veramente poco, risente in maniera decisiva della prova dei due big.




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