mercoledì 18 febbraio 2015

Whispers behind the Wall ( Grzegorz Muskala , 2013 )

Giudizio: 6.5/10

Martin è un giovane aspirante avvocato che dalla provincia si reca a Berlino per frequentare l'università, si intuisce che per lui è la prima esperienza al di fuori della cerchia famigliare e si trova subito nella situazione di dover risolvere il problema dell'alloggio.
Da sotto le grate di un marciapiede uno strano individuo che gira con l'ossigeno a permanenza gli propone un appartamento da affittare in un palazzo fatiscente, dal quale il precedente condomino è sparito senza lasciare traccia.
La proprietaria è una donna che ha diviso il suo immenso appartamento in due con dei tramezzi posticci e che prima di decidere se affittare la metà a Martin pretende dall'uomo con l'ossigeno una foto istantanea del ragazzo da inviare tramite cellulare.
Le stranezze non finiscono qui: tramezzi sottilissimi che consentono di ascoltare tutto, un corridoio nascosto che sembra unire la casa di Martin a quella della donna, buchi nelle pareti da cui origliare con un fonendoscopio, scarichi dell'acqua che ribollono di rosso, un cortile interno su cui si affacciano altri appartamenti abitati da strani personaggi; e poi c'è lei Simone, bella biondona teutonica inquietante e perturbante che convoca il ragazzo nella sua casa , lo riceve con solo una camicetta che lascia in bella mostra le cosce e fa generosamente intravvedere le mammelle tornite ed in men che non si dica gli salta addosso voluttuosa, il fidanzato pianista di lei che abita nel palazzo di fronte, sempre inguainato in abiti di pelle e la oscura presenza/assenza del precedente condomino che con la donna sembra avere qualcosa a che fare, se non altro perchè è la protagonista della sue fantasie sessuali riportate su un diario che Martin trova in casa insieme ad un paio di mutandine nere.


Non risulta difficile capire come il clima diventi ben presto morboso, i rapporti si intreccino , le ossessioni e le paure montino e con esse anche una certa dose di suspance; feticistico e bollente menage a trois? No , andiamo ben oltre, nel profondo della follia.
Sfruttando l'archetipo consolidato della casa come guscio che riveste i segreti e i misteri cui si aggiungono vouyerismo , ossessione morbosa e attrazione fatale Grzegorz Muskala mette in piedi questo thriller dalle forti tinte dark che rimanda ad atmosfere alla David Lynch soprattutto negli arredi e nei colori e a tutta quella cinematografia che ha creato nello spazio claustrofobico delle case le sue storie malate.
Whispers behind the Wall è infatti lavoro che racconta i lati oscuri che emergono improvvisi, che si celano nello spazio vitale delle abitazioni e che sono impregnati di follia: nel creare l'atmosfera giusta il film funziona, grazie ad ambienti ben costruiti e a situazioni che fanno montare la tensione: se però rivolgiamo lo sguardo al suo aspetto più strettamente narrativo, sebbene esso non si presenti come il cardine principale della pellicola, i dubbi sul lavoro di Muskala salgono a dismisura, troppi essendo gli snodi del racconto molto poco chiari o addirittura incomprensibili ( non li citiamo solo per non spoilerare...).
Indubbiamente momenti validi ce ne sono, su tutti il maleodorante monolite che compare nel finale, autentico deus ex machina depersonalizzato, soprattutto riguardo alle atmosfere dark sapientemente sostenute da musica di stampo elettronico in perfetta scuola germanica ed in considerazione  che Whisper behind the Wall è opera prima del regista , il giudizio complessivo non può che essere moderatamente positivo.

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