lunedì 9 marzo 2015

Vengeance can wait ( Tominaga Masanori , 2010 )


 Ranbô to taiki
(2010) on IMDb
Giudizio: 4.5/10

In un quadro da proletariato suburbano si muovono i quattro protagonisti di questa storia: il disoccupato Banjo e la moglie incinta Azuse sono i nuovi arrivati in  una semi-baraccopoli ai margini della città; i vicini di casa sono Hidenori e Nanase, una strana coppia che vive una sorta di rapporto platonico in cui lei chiama lui "Big Brother".
Ben presto le due coppie entrano in collisione: Azuse conosce Nanase dai tempi del liceo quando scoppiò un odio furibondo tra le due per motivi sentimentali, nel frattempo Banjo fa il provolone con Nanase e Hidenori passa il tempo ad ascoltare musicassette e a spiare la sua compagna dalla soffitta attraverso un buco del pavimento; i quattro fingono cordialità fino a quando Azusa becca il marito in situazioni inequivocabili mentre "Big Brother" spia dal soffitto, prima di cadere appeso come un salame.
Attraverso il dipanarsi statico di una storia da sitcom scopriamo almeno un po' le dinamiche delle due coppie soprattutto quella composta da Nanase e Hidenori che da cinque anni vive in un limbo in attesa di una vendetta da consumare da parte di lui che ritiene lei responsabile della morte dei suoi genitori; la donna da parte sua si comporta come una ebete masochista che attende di sapere come dovrà espiare la sua colpa; l'uomo invece, che parla come un boss della yakuza ed è pure offeso ad una gamba, non perde occasione di uscire dicendo di andare a correre (!!!) e si rifugia nella soffitta a spiare. 

Black comedy che si interroga sulla difficoltà della convivenza e sulla precarietà dei rapporti interpersonali ?  Sitcom che si rifugia spesso in situazioni assurde e ridanciane , alcune delle quali effettivamente divertenti?

Francamente è difficile da dire perchè tutta la storia ondeggia tra il serio ed il faceto e non si capisce veramente dove voglia andare a parare.

Qualche momento divertente , da pura commedia demenziale c'è: lui, zoppo, che dice di andare a correre, lui che mentre spia dall'alto la moglie e il vicino sul letto lascia cadere la gocce di sudore sulle nude gambe della donna, i due amanti clandestini colti in fallo dalla moglie di lui cui il marito, che si copre pudicamente le parti bassi, non trova di meglio da dire " Non è come pensi !"; ma il film tutto sembra voler essere  tranne che una commedia demenziale, in tal senso avrebbe una ragione d'essere.
Insomma tra situazioni assurde, biciclette buttate contro le vetrate, confronti carichi di acrimonia e sadomasochistiche disquisizioni sulla vendetta, visto che ad un certo punto tutti sembrano volersi vendicare di tutti per non si capisce bene quale motivo, Vengeance can wait tira avanti stancamente, in un trionfo di staticità e di confusione narrativa.
Le prove accettabili dei quattro attori tra cui un quasi comico Asano Tadanobu ed una inebetita Minami in spolvero semiadolescenziale non bastano a salvare il lavoro di Tominaga Masanori che presenta una delle caratteristiche più inquietanti che un film possa avere e cioè la incessante e continua domanda che passa per la testa alla fine della visione: " Ma cosa diavolo voleva dire questo film?"

Nessun commento:

Posta un commento

Condividi