venerdì 3 aprile 2015

Il Giovane Favoloso ( Mario Martone , 2014 )




Leopardi (2014) on IMDb
Giudizio: 6/10

Affrontare cinematograficamente la figura di Giacomo Leopardi è di certo impresa ardua e che richiede non poco coraggio: troppo grande è il personaggio, troppo importante la sua opera letteraria, enorme il suo ruolo nella letteratura e nel costume italiano del XIX secolo, troppo ricca di luoghi comuni e di dicerie al limite del gossip la sua breve esistenza, grandiosamente poetica la sua figura di letterato; Mario Martone ha dimostrato se non altro di possedere  il giusto coraggio per intraprendere un'opera che tratteggi la figura del poeta di Recanati; che poi il risultato sia ben lungi dall'essere qualcosa da ricordare è altro discorso.


Il Giovane Favoloso si incentra su un breve prologo sull'infanzia del poeta, bambino prodigio usato quasi come fenomeno da baraccone dal padre per mostrare a tutti il suo precoce talento; poi su la fase giovanile a Recanati nell'esilio dorato e grondante cultura , ma anche bigottismo cattolico, nel quale il giovane Giacomo mostra il suo strabiliante talento di letterato e di pari passo una certa insofferenza verso quella gabbia protettiva che lo isola dal mondo nel quale inizia a serpeggiare lo spirito risorgimentale e romantico; quindi la parentesi fiorentina al fianco dell'unico vero amico Ranieri nel vivace mondo letterario dalle idee liberali ed infine la parentesi napoletana fino alla morte quando la sua melanconia lascia il passo ad una serena rassegnazione oltre che alle delusioni per la distanza che l'ambiente letterario pone tra sè ed il poeta troppo intento a rimuginare sul pessimismo cosmico e sulla vita dolorosa.
Se in alcuni passaggi lo spirito leopardiano più puro si manifesta in maniera apprezzabile, la gran parte del film soffre di almeno due grossi problemi: da un lato l'eccessiva impronta scolastica quasi da libro di testo per licei della sua esistenza piegandosi a certe scelte narrative poco valide ( le poesie , tra cui ovviamente L'Infinito, recitate dal poeta stesso come farebbe un qualsiasi lettore in un circolo letterario, un certo adagiarsi su aspetti di contorno) e dall'altro il taglio da miniserie televisiva nel quale di tanto in tanto la pellicola scade soprattutto laddove vuole tracciare un quadro più squisitamente biografico.
Tutto ciò va inevitabilmente a scapito degli aspetti più profondi dell'opera del poeta e del suo ruolo anche civile , vagamente anticonformista quando non proprio rivoluzionario; descrivere il suo tormento interiore di recluso a Recanati con una famiglia oppressiva e castrante prima e le sue delusioni anche letterarie poi che si accompagnano ad un senso di totale estraneità verso un mondo in cui invece sembrano prevalere le idee ottimistiche avrebbe richiesto un tratteggio della figura di Leopardi meno convenzionale.
Insomma a film finito quello che rimane è un tentativo di biopic colto, grazie ai numerosi intermezzi poetici, costruito con molta precisione ma che non scalda il cuore , come invece riescono a fare le opere del poeta di Recanati; tutto sembra troppo freddo, compresa la prova di Elio Germano che cerca l'assimiliazione alla figura del poeta semplicemente ingobbendosi sempre più; se a ciò aggiungiamo una certa andatura lenta e compassata cui fa da contraltare il finale partenopeo macchiettisticamente ovvio cui manca solo la maschera di Pulcinella, ben si capisce come Il Giovane Favoloso sia film tutt'altro che pienamente riuscito, nonostante l'indubbia buona regia e qualche bel momento.
Martone ha avuto coraggio e in tal senso merita un plauso, ma la pellicola dimostra una volta di più quello che la storia del Cinema ci insegna da sempre: maneggiare certi personaggi la cui grandezza è incommensurabile è impresa spesso proibitiva e sovente destinata al fallimento, cosa che per lo meno il regista napoletano ha evitato con bravura.

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