domenica 10 maggio 2015

Confession ( Lee Do-yun , 2014 )




Confession (2014) on IMDb
Giudizio : 6.5/10

Esordio promettente alla regia per Lee Do-yun che firma questo lavoro indipendente riscuotendo buoni giudizi dalla critica.
Confession è un lavoro che dietro l'apparenza di convenzionalità e di già visto nasconde però alcune peculiarità: storia come tante di amicizia che inizia negli anni della scuola e che si consolida nel tempo.
I tre protagonisti si conoscono da anni, una bravata da perfetti incoscienti consumata il giorno della licenza scolastica li rende in qualche modo ancora più legati per la vita.


Dopo un po' di anni i tre hanno ormai il proprio sentiero tracciato: Hyun-tae è quello con la testa a posto, bella famiglia e lavoro sicuro, Min-soo è quello sbandato, sconfitto dalla vita che sa però di poter contare sui suoi amici per tirare avanti, In-chul invece è il più intraprendente , come lo era ai tempi della scuola, forte di una carisma da leader , che lavora nel campo delle assicurazioni, mare magnum popolato da feroci pescecani.

Un giorno la madre di Hyun-tae decide di dare una svolta alla vita segnata dalla squallida gestione di una sala giochi: stipula con In-chul una polizza assicurativa con l'intento truffaldino di scatenare un incendio nella sala per poter riscuotere il premio da spartire poi con lui; da questa truffa viene lasciato fuori Hyun-tae, ad inscenare la farsa si occuperanno gli altri due.
Il progetto però fallisce tragicamente, cambiando la vita di tutti e soprattutto sarà la forte amicizia che lega i tre ad essere messa a dura prova dalla colpa e dal senso di tradimento, dal rancore e dal rimorso.
Storia come si vede tutt'altro che originale , e magari da un esordiente qualcosa di più coraggioso si poteva attendere, però Lee è bravo comunque a mantenere la pellicola dentro binari tutt'altro che ovvii, dirigendo un noir  abbastanza solido in cui sono le dinamiche che intercorrono tra i tre protagonisti a tenere in mano le redini di un racconto in cui c'è spazio oltre che per il concetto universale di amicizia , anche per l'ambizione e la colpa.
Il tradimento che si consuma involontariamente, in maniera accidentale, è l'elemento che rompe l'equilibrio e che si trascina dietro il fiume di sentimenti in piena che stravolge la vita dei protagonisti, fino al gesto finale da agnello sacrificale che vorrebbe salvaguardare comunque quello che per i tre personaggi è sacro.
Scarso coraggio  e scelta classica di costruzione della storia a parte, Lee dimostra buone qualità alla regia: i toni cupi, grigi, spesso venati di mestizia sono efficaci e danno al film un aspetto plumbeo da vero noir giocato prima sulle atmosfere che sulla trama avvincente.
Il terzetto di attori  ( Ji Sung, Joo Ji-hoon e Lee Gwang-soo) appare ben affiatato soprattutto nell'assecondare la deriva buia che il film  impercettibilmente ma inesorabilmente intraprende.
Se Lee Do-yun deciderà in futuro di osare di più, possiamo esser certi che ci troveremo di fronte ad un regista che avrà molte cose da raccontare, e bene.

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