martedì 7 luglio 2015

My Love,Don't Cross That River ( Jin Mo-young , 2014 )




My Love, Don't Cross That River (2014) on IMDb
Giudizio: 7/10

15 mesi è durata la convivenza del regista coreano Jin Mo-young con la coppia di anziani abitanti di un remoto villaggio montano: dopo aver visto il documentario televisivo in più puntate che raccontava la storia di questa straordinaria coppia di vecchietti, Jin propose loro di trasportare sul grande schermo la  storia di 75 anni vissuti in comune.
My love , Don't Cros That River è un veloce riassunto di quei mesi compresso in meno di novanta minuti nei quali vediamo i due arzilli vecchietti, 98 anni anni lui, 89 lei, alle prese con la vita di tutti i giorni: spazzare il cortile, preparare il pasto, spalare la neve , raccogliere la legna , tutti gesti quotidiani che fanno apprezzare il legame strettissimo e l'affiatamento dei due nonni che sembra farsi ogni giorno più solido , man mano che si avvicina il giorno in cui l'anziano signore lascerà questa terra, minato sì dalla malattia, ma animato da un ardore e da una forza commoventi.


E allora nei novanta minuti c'è spazio per i ricordi della giovinezza, per le passeggiate mano nella mano vestiti con gli abiti tradizionali e rigorosamente dello stesso colore, le riunioni di famiglia con relative liti tra i figli, il ricordo struggente dei figli morti in tenera età, per i giochi quasi fanciulleschi tra i due tra dispetti e pupazzi di neve, per il dolore per l'amato cagnolino morto: una quotidianità che nelle mani di questi due vegliardi mostra una magia sorprendente.

Sono gli ultimi giorni di vita dell'uomo, il tempo di tirare le somme di una vita in comune che sembrava eterna e che invece non lo è e che inevitabilmente causerà uno strappo lacerante in chi rimane da solo; il finale con la vecchia signora che brucia oggetti votivi davanti alla tomba del marito è momento di grande emozione e di umanità.
Non sappiamo quanto di quello che il regista ha deciso di montare per ridurre il materiale ai novanta minuti canonici ( certo Wang Bing non si sarebbe fatto problema a presentare un documento monstre di durata...) sia autenticamente vero, scevro da canovacci narrativi, ma sicuramente possiamo dire che la spontaneità dei due vegliardi protagonisti è straordinaria, quasi che per loro fosse una cosa normale raccontare il film della loro vita ad uno sconosciuto, e , al di là di qualche momento che sembra un po' forzato nei suoi aspetti emotivi, questa sincerità e spontaneità che trapela dai gesti dei due protagonisti risulta di certo l'aspetto più bello di tutta la pellicola.
My Love è stato un grande successo in Corea, risultando il film indipendente col più grande incasso di sempre e al di là della facile commozione che può suscitare una storia così, indubbiamente qualche corda profonda nella coscienza popolare è stata toccata, in un epoca e in un paese in cui il ruolo degli anziani è diventato sempre più marginale, spesso trascurato portando a situazioni di disagio notevole.
Ma My Love è soprattutto un inno all'amore, al suo anelito di eternità che si esplica coi piccoli gesti e con l'affetto che unisce due anziani, al dolore per la perdita e al magico legame che tanti anni di vita in comune ha reso indissolubile.

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