giovedì 13 agosto 2015

Una Nuova Amica ( Francois Ozon , 2014 )




The New Girlfriend (2014) on IMDb
Giudizio: 7/10

Claire e Laura sono legatissime da quando hanno 7 anni: pomeriggi trascorsi insieme, giochi , promesse di eterno legame scolpite nella corteccia dell'albero e bagnate col sangue; un legame che forse ha anche i connotati del morboso e che le porta a compiere quasi in contemporanea i gesti consueti della vita; Laura però muore lasciando il marito David con la figlioletta di sei mesi e per Claire è un dovere morale non far mancare loro il suo aiuto.
Tutto questo è concisamente ma efficacemente raccontato nella primissima parte del film introdotto da un beffardo incipit sui titoli di testa che rasenta il macabro: la Laura che vediamo scrupolosamente vestita da sposa non sta andando all'altare bensì giace nella bara pronta per essere seppellita.


Ci pensa David a regalare al film l'esplosione che lo guiderà verso mete lontane: lui ama vestirsi da donna, un segreto che solo la defunta moglie conosceva e che aveva però con la sua femminilità tenuto a freno, Claire lo scopre e dapprima l'uomo cerca di convincerla che lo fa per regalare una immagine femminile alla figlioletta ma ben presto la menzogna cade: David lo fa per sè, forse perchè la perdita di Laura ha fatto tornare a galla suoi vecchi desideri, o forse semplicemente perchè ciò gli dona piacere.
L'iniziale sdegno di Claire lascia il posto alla curiosità e poi alla fantasia e all'attrazione vera e propria: David diventa l'immagine della amata amica, lo stimolo delle sue fantasie cui l'uomo reagisce con l'attrazione per lei: insomma una donna che è attratta da un uomo che fa la donna ma che ha desideri intimamente maschili; finchè David è Virginia (alter ego travestito) Claire si lascia travolgere, quando David riacquisisce anche per un solo momento i connotati da uomo Claire fugge, ma soprattutto questo tourbillon di identità sessuali deboli e precarie esplode nelle fantasie , nel feticismo di lingerie e rossetti indossati dal maschio accentuando il senso di incertezza e di dubbio.

In Una Nuova Amica nessuno sembra essere a suo agio nella sua pelle, persino Gilles , il "normale" ed ovvio marito di Claire viene immaginato da quest'ultima verso una deriva omosessuale, in una delle tante fantasie tra l'onirico ed il grottesco di cui è popolato il film.
Che ad Ozon simili tematiche piacciano non è un mistero, sebbene finora le avesse utilizzate per costruire racconti più orientati verso il thriller morboso e psicologico, così come l'ambiente borghese ricco di segreti e di vizi è sempre stato il pabulum ideale per le sue storie, ma in Una Nuova Amica il regista francese, pur attraverso un lavoro che di pecche ne ha svariate, sembra una volta per tutte volersi scrollare di dosso quel suo continuo riferimento stilistico a certo cinema francese in stile Chabrol, ricco di arguzia e di sarcasmo.
Qui Ozon si spinge oltre: l'esplosione che dilania la tranquillità borghese dei protagonisti conduce a lidi inimmaginabili, quasi un manifesto ( e una speranza) del travestitismo e delle identità sessuali considerate deviate, l'approdo a quelle famiglie di fatto dove i ruoli perdono le loro caratteristiche millenarie in favore di una libertà personale ,al momento, almeno dal punto di vista sociale, più agognata che reale ( il finale in tal senso, pur nella sua ordinarietà, è emblematico).
Sarà forse azzardato definire questo il più autentico film del regista francese, ma sicuramente è quello in cui riesce con più forza ad andare fino in fondo, avvalendosi di atmosfere che oscillano tra la commedia ed il dramma con qualche inserto, probabilmente involontario, grottesco; per una volta insomma Ozon lascia da parte quella forma stilistica cinematografica che costituiva il marchio e al tempo stesso la zavorra di buona parte dei suoi lavori precedenti in favore di una ricerca tematica più sostanziale.
Roman Duris nel ruolo di David ritorna finalmente ai fasti delle sue migliori interpretazioni dopo svariate prove poco convincenti: regala al personaggio la giusta dose di disagio e di tormento unita a quelle venature grottesche che il regista sembra voler perseguire con tenacia soprattutto nei suoi momenti più intrisi di feticismo.


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