venerdì 18 settembre 2015

11 Minute [aka 11 Minutes] ( Jerzy Skolimowski , 2015 )



11 Minutes (2015) on IMDb 
Giudizio: 6.5/10

Quante volte nella nostra vita di tutti i giorni ci siamo fermati ad osservare e a riflettere sulla enorme spietatezza dei disegni del fato? I suoi meccanismi e ancor più i suoi effetti a volte spaventano ma soprattutto lasciano senza parole i suoi fili impercettibili, apparentemente casuali, che in un attimo si riannodano facendo diventare possibile quello che appariva inconcepibile.
Jerzy Skolimowski in 11 Minute ci offre un saggio cinematografico sulla forza del fato che a sua volta dimostra come la nostra esistenza sia sempre un pericoloso percorso sull'orlo di un baratro imperscrutabile: in un'ora e mezza di film ci racconta come 11 minuti anonimi della vita di un gruppo di persone possa tramutarsi in un mirabile e spietato disegno del destino.


Una giovane attrice che deve incontrare un regista per un provino non proprio convenzionale, il marito di lei macerato dal dubbio e dalla gelosia, un fattorino-spacciatore ed il padre venditore di hot dog accusato di insidiare giovani alunne di una scuola, un lavavetri di quelli che lavorano sulle finestre dei grattacieli, un giovane impegnato in una improbabile quanto grottesca rapina ad un banco dei pegni, un equipe paramedica impegnata in un soccorso, una gruppo di suore a spasso per la città e una giovane confusa e sbadata; tutte persone che nulla hanno a che fare tra di loro tranne il fatto di trovarsi tra 17.00 e le 17.11 nello stesso spazio urbano e alle quali la coincidenza di piccoli eventi concatenati si para davanti senza possibilità di fuga.
Per la stessa ammissione del regista tutto nasce dalla costruzione della scena finale, autentico saggio cinematografico nella sua interezza (regia, montaggio musica): qualcosa che Skolimoski ha immaginato e alla quale approda ricostruendo a ritroso le condizioni casuali che consentano al destino di agire.

Da questo punto di vista 11 Minute è opera che trova la sua sublimazione proprio nell'impronta da autentico maestro da parte del regista polacco, pur considerando qualche piccolo particolare francamente inverosimile anche tenendo presente l'assoluta cecità del fato; per tale motivo e grazie soprattutto al finale , che poi è il primum movens del film, la pellicola di Skolimowski ha i suoi pregi.
Tutto quanto avviene prima, in quei fatali 10 minuti che precedono il finale, spesso però soffre di una certa reitarazione, accentuata dal regista che , a sottolineare l'invisibile interconnessione che muove le storie, ripropone quei piccoli link che consentono ai vari personaggi di rimanere legati, per non parlare dell'onnipresente aeroplano che scandisce il tempo, ricordandoci che sono le 17.05 ( come ha tenuto a precisare il regista durante la conferenza stampa).
Certo , il concetto di rischio dell'imprevedibilità che si abbatte sulle nostre esistenza e che può essere scatenato anche da un banale gesto che dimostra come viviamo in un epoca in cui non possiamo mai dirci sicuri e al riparo dagli eventi è fortemente sottolineato da Skolimowski che ne fa la tematica portante della pellicola; il gioco ad incastri, sebbene ormai piuttosto abusato nel cinema ,funziona anche se in certi momenti si trascina e la regia è solida come ci si aspetta da un cineasta di tale razza.
La nostra vita insomma continua fintanto che l'imprevedibilità ed il caso non scatenano le loro forze mostruose travolgendoci, mettendoci di fonte alla nostra impotenza in un mondo dove la perfezione può essere minata anche da un solo, piccolo e insignificante pixel nero, seppur diluito nello spazio infinito.


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