lunedì 7 settembre 2015

Lost and Love / 失孤 ( Pang Sanyuan / 彭三源 , 2015 )




Lost and Love (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

Una giovane donna cerca disperata la figlia di due anni rapita, un uomo di mezza età percorre la Cina in lungo e in largo da 15 anni alla ricerca del figlio rapito, un giovane meccanico , rapito anch'esso all'età di quattro anni e rivenduto , vuole ritrovare la sua famiglia facendo ricorso ad un solo flebilissimo ricordo: Lost and Love va dritto al problema che affligge la Cina moderna, quello dei rapimenti di ragazzini poi rivenduti dai trafficanti a nuove famiglie ; meno di un anno fa alla Mostra del Cinema di Venezia, fu Peter Chan a presentare una storia ( Dearest ) basata sulla stessa problematica: sono circa 80 mila l'anno i casi di rapimenti minorili a dimostrazione della vastità del problema.


Pur scegliendo questa tripartizione narrativa, che tale è solo nell'intreccio e che tutto sommato toglie più di quanto regala, il filo conduttore del racconto si impernia sul contadino cinquantenne che dopo 15 anni ancora non si è arreso alla scomparsa del figlio: percorrendo in moto il paese da un angolo all'altro l'uomo dapprima si imbatte nell'accorato appello scritto sul volantino della madre che vediamo all'inizio, poi nel giovane meccanico che vorrebbe tornare alla sua famiglia; per ogni caso di sparizione di cui viene a conoscenza, l'uomo issa la sua bandiera che riporta il ritratto del ragazzino rapito e riprende il giro della Cina, inseguendo le labili tracce che tramite la rete e i social network gli vengono fornite.
L'incontro col giovanotto diventa però anzitutto un confronto: i due potrebbero essere padre e figlio e ben presto tra di loro, partiti assieme in un viaggio senza meta alla ricerca di un ponte , unica traccia nella memoria del giovane, si crea una tensione pronta ad esplodere.

Insomma un padre che cerca un figlio e un figlio che cerca la famiglia non può che portare ad un rapporto che surroga le mancanze e le assenze e nel quale si combattono la rabbia dell'uno col rimorso dell'altro.
Lost and Love si configura come un singolare road movie nel quale non c'è la voglia di fuggire e di esplorare bensì il desiderio di porre riparo ad un abbandono e a un dolore che neppure il tempo riesce a lenire, è insomma l'inseguire una utopia anch'esso, a cavallo di una moto bardata di bandiere.
Escludendo il finale nel quale la regista calca la mano sui tasti più squisitamente emotivi, Lost and Love è film equilibrato, che cerca di raccontare un problema che sta diventando sociale, senza però avventurarsi in letture socio-politiche, accennando solo in maniera marginale alla politica del figlio unico che sta alla base del problema stesso.
Dove il film si fa apprezzare è nel suo stile da road movie più classico e cioè nelle bellissime immagini di scorci della Cina e nello spirito d'avventura che anima i due viaggiatori, anche grazie ad una sapientissima e a tratti abbacinante fotografia di Mark Lee e ad un commento sonoro sempre adeguato.
Andy Lau regala una prova molto intensa e molto lontana dai suoi consueti standard e Jing Boran lo spalleggia bene nel ruolo del giovane alla ricerca della famiglia: una coppia che sa ben sostenere il peso di un racconto che è quasi tutto sulle loro spalle.

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