giovedì 29 ottobre 2015

Mistress America ( Noah Baumbach , 2015 )




Mistress America (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

La nuova commedia di Noel Baumbach, Mistress America, è tra i pochi lavori a donare una patina di lustro alla Festa del Cinema di Roma: film che si inserisce pienamente nel solco dei precedenti lavori del regista newyorchese con lo sguardo sempre rivolto alla sua città e a quella umanità che galleggia tra i 20 e i 30 anni che si muove con l'animo in tumulto nella grande metropoli dove tutto può accadere.
Tracy è una giovane matricola di college che si è trasferita da poco in città, ricca di aspettative e di speranza trova però la vita del college non così eccitante ed emozionante, motivo per cui si rivolge a Brooke futura sorrellastra in quanto la madre sta per sposare il padre di quest'ultima.

Brooke è una trentenne ben inserita nello sfavillante mondo newyorchese, una di quelle trentenni che cercano di cavalcare le mode che la grande città evoca in ogni suo angolo: party, frenesia, incontri d'affari, progetti vari e il sogno di aprire un ristorante alla moda.
Due persone che incarnano due mondi che sembrano distanti ma che in effetti non lo sono: entrambe inseguono il loro sogno nella Grande Mela, da scrittrice la giovane Tracy , da imprenditrice di successo Brooke; novizia del mondo sfavillante della metropoli l'una, guida morale l'altra e inoltre modello ( segreto) del romanzo che Tracy ha intenzione di scrivere.
Su questo binomio calato nella città e nei mille microcosmi che sa offrire, Baumbach imbastisce la sua storia agrodolce dove tutti i personaggi, compresi anche quelli di contorno, fondamentali, sembrano adolescenti alla ricerca della maturità e della stabilità, indecisi fra il farsi travolgere dalla emotività e dalla vitalità della grande città e il cercare stabilità, se non altro emozionale.

In effetti Tracy e Brooke , seppure con approcci diversi, sembrano due creature che si beano di galleggiare nel centro del mondo , ma che in fondo vogliono capire prima di tutto quale deve essere il loro posto in questo mondo.
Baumbach è bravo nel creare situazioni che se a prima vista possono sembrare piuttosto di maniera , possiedono però la freschezza e la giusta dose di brillantezza e di disincanto da risultare per nulla dozzinali; certo alcuni dialoghi e certe atmosfere non possono non richiamare alla mente i racconti di Woody Allen incentrati su New York, ma ,lo sappiamo, il buon Woody è stato un modello culturale , prima che cinamatografico, che non può non avere influenzato un regista che fa della sua appartenenza alla Grande Mela uno dei suoi cardini portanti.
Nonostante ciò la descrizione dell'ambiente urbano è costruita con stile, senza cadere nell'ovvio e nel manieristico, i dialoghi sono serrati e divertenti , le situazioni lasciano sorridere perchè appare chiarissimo il contrasto tra quello che i personaggi vorrebbero essere e quello che in effetti sono (in tale senso tutta la lunga scena a casa dell'ex fidanzato di Brooke è emblematica) e lo sguardo del regista è sempre carico di simpatia , quasi di affetto verso i suoi protagonisti.
Il binomio Tracy-Brooke trova un buon corrispettivo nelle prove di Lola Kirke e di Greta Gerwig ( anche sceneggiatrice) che si adattano alla perfezione ai rispettivi ruoli.

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