sabato 3 ottobre 2015

The Con Artists [aka The Technicians] ( Kim Hong-sun , 2014 )



The Con Artists (2014) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Ji-hyuk è un ineffabile ladro di opere d'arte, nonchè infallibile scassinatore di cassaforti, in coppia col compare Goo-in; quando mette a segno un colpo in una gioielleria viene a sapere che questa appartiene ad un boss della Chinatown coreana il quale lo rintraccia e gli propone ( o impone ? ) di collaborare con lui per un colpo colossale da effettuare nel porto commerciale di Incheon: affare fatto e preparazione del colpo avviata, bersaglio una cassaforte e tempo per portare a termine il colpo solo 40 minuti.
Tra doppi e tripli giochi, colpi a sorpresa, complicazioni amorose, rancori sopiti che esplodono la storia giunge al termine con risultati ben diversi da quelli progettati.


L'opera seconda del regista coreano Kim Hong-sun, in netta discontinuità col lavoro d'esordio ben più impegnativo, è una pellicola che sembra voler richiamare antiche e moderne atmosfere sospese tra il thriller e la commedia : ladri galantuomini bellocci che richiamano Jean Paul Belmondo e le commedia col simpatico ma un po' canaglia protagonista, Blake Edwards e l'imprendibile Pantera Rosa, certe commedie americane tutte giocate sull'imbroglio e addirittura , per noi italiani nostalgici della commedia italiana che non c'è più , i Soliti Ignoti; ma anche il film d'azione più squisitamente coreano dove però i cattivi non sono così  cattivi ( e per un film coreano questo è singolare) e i buoni sono pur sempre ladri e imbroglioni, il glamour e il lusso delle più recenti produzioni in stile Mission Impossible, tutto rigorosamente condito dalla buona qualità tecnica , prerogativa ormai irrinunciabile per il cinema coreano.

Naturalmente non c'è solo questo: non manca la storia d'amore, molto forzata da dire il vero, qualche inseguimento, qualche scazzottata alternata da mazzate ( la mazza da baseball rimane l'arma impropria preferita dei coreani ), un intrigo in continua trasformazione, un colpo audace e, prima volta nella storia del cinema coreano, un finale girato nella lussuosa Abu Dhabi.
The Con Artist è insomma un lavoro molto attento all'aspetto commerciale che accanto a una storia semplice e lineare, molto poco impegnativa, mette in campo anche un paio di star da far sbancare il botteghino; un film creato ad arte , costruito bene, ma che da offrire non ha poi molto come sono quelli da sabato pomeriggio con famiglia al seguito nelle affollate multisala.
Quasi un prodotto all'occidentale verrebbe da dire e non solo per i richiami, non sappiamo quanto voluti, ad un genere dove la commistione tra azione e commedia  regna sovrana, ma proprio per una attenzione quasi scientifica all'aspetto commerciale tipico del lavoro mainstream.
In patria il film è volato al box office grazie soprattutto alla presenza di Kim Woo-bin , uno degli attori sogno erotico di tante coreane, che nel ruolo ci sta anche bene e a quella di Lee Hyun-woo altro divo in erba  noto soprattutto per le sue apparizioni nei drama coreani.

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