mercoledì 9 dicembre 2015

Il Figlio di Saul [aka Son of Saul ] (Laszlo Nemes , 2015 )




Son of Saul (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

I Sonderkommande furono senza dubbio l’aberrazione più sadica che il regime nazista mise in atto nei campi di sterminio: gli ebrei più giovani e forti venivano utilizzati come lavoranti nelle fabbriche di morte, aiutando i soldati nell’instancabile opera di smaltimento dei deportati; accompagnavano i prigionieri alle camere a gas, ripulivano le loro tasche, smaltivano i cadaveri portandoli ai forni crematori, pulivano le camere a gas; in cambio godevano di un minimo di libertà di movimento oltre che un rancio giornaliero che consentiva la sopravvivenza almeno per 4-5 mesi, passati i quali anche per loro si aprivano le porte delle camere a gas.


Saul è uno di questi ebrei, di origini ungheresi, nel campo di concentramento di Auschwitz; un giorno al termine di una delle tante “docce” giornaliere riservate ai prigionieri, assiste per caso all’episodio di un ragazzo che sopravvive al gas e che viene finito soffocato da un ufficiale; in questo giovane Saul crede di riconoscere suo figlio, motivo per cui da quel momento il suo scopo sarà uno solo: trovare un rabbino che reciti il Kaddish e seppellire il ragazzo.
Questa vera ossessione entra in netto contrasto con gli interessi dei suoi compagni di sventura che stanno tentando di mettere in piedi una rivolta nel campo (episodio realmente accaduto nel 1944): ma per Saul dare una sepoltura a quel ragazzo, che probabilmente non è nemmeno suo figlio, diventa una sorta di estrema missione che dia dignità alla vita.


Opera prima del trentottenne regista ungherese di origini ebraiche Laszlo Nemes, vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 2015, un po’ troppo ardimentosamente osannato come capolavoro osannato dalla critica ( si badi a Cannes il film non ottenne certo sulla carta la media voti più alta dei critici …), Il Figlio di Saul è lavoro senza dubbio sentito (parte della famiglia del regista trovò la morte ad Auschwitz), per alcuni aspetti addirittura splendente nella sua durezza, ma che soffre di una carenza fondamentale, quella derivata da una sceneggiatura debole che smonta passo passo tutto quello che di buono la pellicola offre.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

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