martedì 1 dicembre 2015

Tag ( Sono Sion , 2015 )




Tag (2015) on IMDb
Giudizio: 6/10

Frutto della  annata cinematografica più prolifica della sua carriera ( ben sei lavori nel 2015) Tag fa parte di quel gruppo di pellicole dirette da Sion Sono in cui la vena anarchica, visionaria e grottesca costituisce il vero fulcro dell’opera.
Raccontare anche per bervi linee la trama di Tag è impresa piuttosto ardua, proprio perché non esiste un tema narrativo preciso e lineare, essendo invece il film un collage di immagini surreali e di situazioni che sfuggono ad un tentativo di sintetizzarle.


Possiamo dire però che il film parte con una situazione che sembra richiamare il Sono di Suicide Club , quello che porta all’eccesso lo splatter, allorquando ci mostra un gruppo di ragazze in gita su un pullman su cui si abbatte una folata di vento assassino che taglia in due tutto, corpi compresi; si salva solo Mitsuko, casualmente accovacciata a raccogliere una penna.
Da qui in poi inizia un racconto a metà tra l’horror e l’incubo, tra il sogno e il surreale, in cui Mitsuko dapprima inizia a credere che tutto ciò che ha vissuto sia un sogno e poi invece si trasforma in una avventura surreale e orrorifica nella quale la ragazzina inizia una corsa a perdifiato per fuggire ad assassine inguainate di nero che vomitano fiumi di proiettili dalle loro armi automatiche; nel correre Mitsuko diventa prima una giovane donna,Keiko, in procinto di sposarsi, e quindi in Izumi una atleta impegnata in una gara podistica.


Detta così sembra una pura follia, e forse lo è, come sempre quando Sono decide di lasciare correre la sua vena narrativa priva di regole, di fatto Tag diventa un racconto sulla dicotomia tra mondo reale e mondo surreale, tra tangibilità e fantasia, focalizzando la difficoltà dell’uomo ad adattarsi alla realtà che lo circonda.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

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