sabato 12 marzo 2016

Lost in Hong Kong / 港囧 ( Xu Zheng / 徐峥 , 2015 )




Lost in Hong Kong (2015) on IMDb
Giudizio: 6.5/10

L'opera prima di Xu Zheng, Lost in Thailand , aveva riscosso un enorme successo nel 2012, risultando uno dei film cinesi più vincenti al box office cui si era affiancata una critica generalmente più che positiva in considerazione soprattutto del fatto che il film partiva con ben poche ambizioni; per la sua opera seconda Xu ricalca il modello del primo film, ambientando la sua storia tutta ad Hong Kong dove il protagonista cinese continentale, e la sua chiassosa e stravagante famiglia, si reca per assistere, segretamente, all'inaugurazione della mostra del suo primo grande amore giovanile ai tempi dell'università.


L'incalzante prologo si svolge infatti una ventina di anni indietro, ai tempi del corso universitario che Xu Lai frequentò con la segreta speranza di diventare un pittore, qui conobbe Yang Yi della quale si infatuò, ricambiato, ma quest'ultima al termine degli studi si trasferì presso una accademia artistica di Hong Kong, lasciando spazio a Cai Lala nel cuore del ragazzo.
Anni dopo Xu Lai lavora nell'industria del suocero come disegnatore di reggiseni e Cai Lala è la moglie nevrotica e ossessionata dalla maternità che non si concretizza.
Il viaggio ad Hong Kong vuole essere l'occasione per rivedere la vecchia fiamma, artista emergente e di fama, e far tornare almeno per poco l'orologio del tempo indietro agli anni della giovinezza e per scacciare la frustrazione che nasce dalle ambizioni fallite che accompagna il protagonista
Naturalmente le cose andranno in tutta altra maniera anche perchè il cognato di Xu , sedicente aspirante regista di documentari perennemente con la telecamera accesa in mano, si mette alle calcagna del protagonista scatenando con la sua dabbenaggine una serie interminabile di equivoci e situazioni surreali.

Come detto il rimando all'opera prima del regista è evidente soprattutto nella sua struttura, solo che in Lost in Hong Kong mancano almeno un paio di cose fondamentali: l'anarchica vivacità , Wang Baoqiang e Huang Bo; non che la pellicola non sia divertente o non abbia momenti puramente esilaranti, ma ad esempio l'aver creato nella figura del giovane cognato un clone del personaggio che interpretava Wang, di tutt'altro spessore, però non può non mettere in evidenza quanto la differenza sia profonda.
Viceversa ci sono alcune cose che funzionano: anzitutto quasi un omaggio ad Hong Kong e alla sua cultura ,cinematografica e musicale, di un mainlander che evidentemente ha amato quella cultura; ed ecco allora che vediamo nell'ordine Wong Jing comparire con un suo set di un film tipicamente "alla Wong Jing" per le strade di Hong Kong, continue citazioni di film che hanno fatto la storia del cinema  HKese, da quelli di Jackie Chan a Wong Kar-Wai e soprattutto citazioni musicali che rimandano anch'esse a grandi lavori come Rouge o A Chinese Odyssey.
Ma Xu Zheng cerca anche nella forma e nella sostanza di arricchire il suo lavoro con situazioni che derivano in maniera netta dal cinema dell'ex colonia britannica: la coppia di poliziotti, certe situazioni da action movie e da thriller per finire ovviamente alla commedia simildemenziale e ridanciana: l'operazione non riesce sempre a pieno, però il tutto si configura come un sentito omaggio al cinema di Hong Kong.
Insomma nel complesso Lost in Hong Kong è lavoro che sicuramente non annoia e che ha i suoi lati positivi, sebbene sembri mancare di quella folle vivacità che Xu Zheng aveva abbondantemente espresso in Lost in Thailand ; come tutte le commedie naturalmente il finale è ottimista, i guai si sistemano, l'amore trionfa e tutti vissero felici e contenti.
Come attore Xu Zheng mostra le sue consuete doti istrioniche affiancato da una Zhao Wei ben calata nella parte della moglie e da una statuaria Du Juan nel ruolo del primo amore; Bao Bei'er invece esce sconfitto dall'inevitabile paragone con Wang Baoqiang in un ruolo troppo caricaturale.


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