mercoledì 6 aprile 2016

El Clan ( Pablo Trapero , 2015 )




The Clan (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

Per Arquimedes Puccio e la sua numerosa famiglia la fine della dittatura militare è stata tutt'altro che una iattura: sfruttando il suo ruolo di manovalanza avuto per i generali nell'esecrabile processo di sparizione di persone durante il regime , l'intraprendente pater familiae si è messo in proprio: rapimenti di facoltosi personaggi a scopo di estorsione, ben protetto dai suoi influenti ex datori di lavoro che, nonostante le intenzioni del neo presidente Alfonsin, democraticamente eletto, di far luce sulla piaga dei desaparecidos , mantengono saldamente il loro posto ai vertici delle strutture militari.


Siamo nella Buenos Aires appena uscita dai sette anni di durissima repressione, ben lungi dall'aver acquisito però una solidità politica ed economica, al punto che tutti pensano che questa sarà solo una parentesi di qualche anno, prima che con le vecchie maniere i poteri forti tornino ad impadronirsi dei gangli nevralgici del paese.
All'interno della famiglia, condotta con fare da patriarca di altri tempi da Arquimedes, tutti sanno, sebbene volgano lo sguardo altrove, nonostante il covo dove vengono tenuti prigionieri i rapiti sia nella stessa casa in cui vivono tutti; ma il capofamiglia sa come tenere le redini della comunità muovendosi tra severità, apparente affabilità e magnanimità e minacce silenziose.
Il contraltare alla visione patriarcale dell'uomo è quella del figlio Alex, astro nascente del rugby, promessa dei leggendari Pumas , la nazionale argentina, autentici idoli ed eroi del paese; Alex agisce in perfetta sintonia col padre, individua i possibili bersagli, li segnala e prende parte fattivamente alle operazioni condotte con l'ausilio di un paio di compari sotto la supervisione del padre.

Quando però, stranamente, tutti i rapimenti finiscono con la morte dell'ostaggio, nonostante la famiglia avesse pagato il riscatto, nel giovane qualcosa inizia a muoversi nel fondo della sua coscienza.
Quella che appare come una azienda efficiente che produce benessere e ricchezza in effetti nasconde paure e fantasmi che si agitano: i figli più piccoli sempre più taciturni ed impauriti, la figlia più grande che volge sì la faccia dall'altra parte ma lascia intuire qualcosa, un altro figlio che è partito per la Nuova Zelanda cercando successo nel rugby e che non è più tornato: insomma la famiglia Puccio, al di là della guida apparentemente salda del padre, ribolle di qualcosa che potrebbe esplodere da un momento all'altro.
Ed è quello che accadrà quando le protezioni non saranno più salde e qualcuno deciderà che forse è il caso di sacrificare Puccio e la sua famiglia.
Ispirato a fatti realmente accaduti e che fecero scalpore per anni in Argentina, il regista Pablo Trapero imbastisce una storia che si muove tra il thriller ed il film di denuncia , con toni però che spesso sembrano sconfinare nella dark comedy: una commistione di stili che unita alla scelta ben poco funzionale di costruire il racconto facendo ricorso ad un intricato intreccio di piani temporali che soprattutto all'inizio lascia lo spettatore alquanto confuso, costituisce la discriminante che impedisce a El Clan di essere film di quelli da non dimenticare e di potenza assoluta.
Non che l'opera di Trapero sia priva di valore, anzi, per la gran parte degli aspetti è lavoro degnissimo di nota che racconta un episodio di cronaca della vita argentina utilizzandolo come cartina da tornasole di un periodo storico e sociale difficile emblematico di un certo modus operandi della società di quel paese, sempre troppo intimamente legata ad un retaggio culturale di grandeur frammista ad un paternalismo spiccato.
El Clan è sì il racconto di una contrapposizione tra padre e figlio che lentamente ma inesorabilmente si trasforma in odio di pari paso con il sorgere e l'affermarsi di una coscienza e un'etica personale che cozzano contro un gelido paternalismo violento, ma è anche fondamentalmente un film ricco di tematiche sociali e politiche che emergono dal ritratto di un paese che , sebbene sembra per la prima volta dopo decenni volersi scrollare di dosso un passato ingrombante, continua a soffrire per un presente nel quale le dinamiche appaiono però rimaste le stesse.
Se Trapero, che comunque regala una buona prova alla regia, avesse evitato quel contorcersi fine a se stesso di piani temporali, che tra l'altro poco regalano ad un film che non voleva essere un thriller, senz'altro El Clan avrebbe infuso una luce più fulgida, ricco come è di stimoli emozionali forti e genuini.


Nessun commento:

Posta un commento

Condividi