venerdì 5 agosto 2016

Whistle Blower ( Yim Soon-rye , 2014 )




Whistle Blower (2014) on IMDb
Giudizio: 5.5/10

Ispirato alla figura dello scienziato coreano Hwang Woo-suk che nel 2004 salì alla ribalta della comunità scientifica con una ricerca nella quale asseriva di aver clonato alcune cellule embrionali, Whistle Blower della regista coreana Yim Soon-rye, uno dei rari esempi di cineasta donna nell'ambito cinematografico del suo paese, racconta in maniera piuttosto fedele, pur rimanendo un film di finzione, l'enorme controversia conclusasi con la dimostrazione del falso e della violazione del codice etico che portò Hwang ad una condanna alcuni anni dopo da parte di un tribunale coreano, dopo che la comunità scientifica internazionale aveva clamorosamente smascherato la truffa.


Il racconto di Whistle Blower ruota intorno alla figura di un produttore televisivo di programmi-inchiesta e di un informatore che per primo accusa lo scienziato, autentica celebrità e gloria nazionale, di aver mentito riguardo all'esperimento di clonazione.
Seguiamo quindi Yoon che cerca di svolgere il suo ruolo di reporter scomodo sempre alla ricerca della verità che grazie alle confidenze dell'informatore, un ex collaboratore dello scienziato che si è rifiutato di farsi coinvolgere nella truffa e per ciò licenziato, tenta di imbastire un programma televisivo nel quale produrre le prove che la ricerca è taroccata e che le cellule staminali non esistono.
Il film della regista Yim si configura come il più classico dei lavori di inchiesta e denuncia anche perchè la regista stessa utilizza spesso il clamore suscitato dalla truffa come un paradigma della società coreana nella quale l'etica spesso è venduta a caro prezzo in favore dell'ambizione e della corruzione.

Fosse solo questo Whistle Blower potrebbe cavarsela anche in modo sufficiente, il vero problema è che Yim infarcisce il racconto di tutta una serie di tematiche, la gran parte delle quali piuttosto pregnanti, che vengono inevitabilmente trattate con superficialità: l'etica scientifica, quella editoriale, la creazione di un movimento di opinione popolare grazie al ricorso al nazionalismo becero, i limiti della scienza e quelli degli scienziati troppo spesso impegnati a scavalcare il confine pur di dar lustro al loro narcisismo ed infine le coscienze personali schiacciate tra la verità e la morale da una parte e il tornaconto personale ( spesso sotto forma di ricatto) dall'altra.
Ne consegue che il film, piuttosto convenzionale nella sua struttura, utilizza degli snodi narrativi fin troppo semplici e superficiali per uscire dalla magmaticità dei temi trattati.
Certamente non era facile riuscire a tenere in mano un lavoro che ha l'ambizione di affrontare temi delicati e difficili, ma probabilmente cercare di ridurre la mole degli argomenti affrontati avrebbe di certo giovato al film che invece col suo procedere mostra chiarissimi i suoi limiti.
Le prove di Park Hae-il nel ruolo del produttore televisivo e soprattutto quella di Lee Geung-young ( ma questa non è grande novità) nella parte dello scienziato truffatore sono sicuramente degne di note, ma non riescono comunque a salvare il film da una colpevole mediocrità.

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