venerdì 21 ottobre 2016

The Birth of a Nation ( Nate Parker , 2016 )




The Birth of a Nation (2016) on IMDb
Giudizio: 4/10

Coloro che pensino ad un omaggio centenario del lavoro di D.W.Griffith dal titolo omonimo faranno bene a riporre una simile idea: The Birth of a Nation dell'attore-regista afroamericano Nate Parker, infatti, è semmai solo una citazione ironica e risentita di quello che  viene considerato come uno dei capolavori cinematografici di tutti i tempi, sebbene molto controverso.
Laddove Griffith tesseva l'elogio dell'America schiavista attraverso la celebrazione del KuKluKlan, Parker, ovviamente canta l'elegia epica della rivolta degli schiavi, attraverso la storia di Nate Turner, personaggio realmente esistito che fu promotore di moti popolari che causarono centinaia di morti nelle piantagioni di cotone dell'America orientale.


Il prologo ci mostra un rito animista nel quale al giovanissimo Nat viene conferito un ruolo messianico e di leader; il ragazzino mostra una curiosità ed una vivacità che porta la sua padrona ad insegnargli a leggere donandogli una Bibbia.
Troviamo poi Nat adulto , benvoluto dal padrone e predicatore che arringa gli schiavi per stimolarli a sopportare con spirito di rassegnazione e di speranza la situazione in cui vivono; non solo, il padrone si ingegna per sfruttare questa capacità di Nat portandolo in giro presso altre fattorie per arringare gli schiavi, dietro pagamento ovviamente.
Quando Nat capisce che le sofferenze da subire, anche personali, sono troppe trasforma la sua tolleranza in spirito di ribellione, facendo leva, alle osservazioni che gli vengono presentate dagli altri schiavi, su una fantomatica e risibile doppia lettura della Bibbia: il Dio compassionevole e misericordioso e quello iracondo e spietato.

The Birth of a Nation è il classico polpettone all'americana, ricco di retorica, ipocrisia e tendenza estrema alla drammatizzazione lagrimosa: tutti connotati che ne autorizzano senza ombra di dubbio l'appartenenza alla categoria di "americanata" classica, con l'aggravante di una ostentata ricerca lirica che non solo stona, ma infastidisce pure.
La pura passione ideologica che porta a reclamare la giusta rilettura della Storia non può essere un requisito con il quale marchiare il film ammantandolo di impegno civile; oltre tutto lo schiavismo , che è stato sicuramente uno dei buchi neri della civiltà americana, è argomento che periodicamente viene riportato a galla o perchè si verificano episodi che sembrano suggerirne una recrudescenza ( come i recenti atti di violenza della polizia) oppure perchè di tanto in tanto l'ambiente cinematografico sente il bisogno di farsi portavoce di una operazione catartica ed in questo caso è la società stelle e strisce la responsabile e non il regista.
Sta di fatto che The Birth of a Nation è lavoro che produce ovvietà e retorica a fiumi senza peraltro mostrare nulla di rilevante rispetto a quanto già scritto e visto sul tema.
Altrettanto vero è che il film , per i motivi esposti, si candida a qualche statuetta, si può stare certi, giungendo ad hoc: c'è da rimuovere le polemiche che hanno scosso l'ambiente cinematografico di Hollywood l'anno scorso per la mancanza di attori di colore tra le nomination.
Lavaggio di coscienza collettivo e un bel "tarallucci e vino" consentiranno ad un film scadente come The Birth of a Nation di fare molta strada.

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