lunedì 14 novembre 2016

UFO in Her Eyes / 她眼中的UFO ( Guo Xiaolu / 郭小橹 , 2011 )




UFO in Her Eyes (2011) on IMDb
Giudizio: 8.5/10

Nel Villaggio dell'Uccello a Tre Teste nella provincia dello Guanxi la contadina Kwok Yun dopo l'incontro con l'amante, il preside della scuola, consumato nel caldo tra l'erba, trova una strana pietra che sembra ghiaccio ed attraverso essa, scrutando il cielo crede di vedere uno strano e misterioso oggetto volante; quando riferisce l'accaduto alla segretaria del partito locale questa ovviamente avverte le autorità centrali di Pechino che mandano sul posto un funzionario ad indagare.
Lo stesso giorno Kwok Yun salva la vita ad un occidentale morso da un serpente curandolo presso casa sua prima che l'uomo scompaia.
Il fantomatico incontro ravvicinato con l'UFO e il salvataggio del turista americano che si farà vivo per ringraziare la donna offrendo una bella quantità di denaro alla comunità, fanno di Kwok Yun una eroina, eletta subito a "contadina modello", rango ambitissimo nella società rurale cinese, retaggio del maoismo.


Il racconto di UFO in Her Eyes procede quindi sul duplice binario dell'indagine condotta svogliatamente dal funzionario centrale, sbalordito dagli strani eventi che accadono e visti attraverso il suo personale bianco e nero ( non a caso...) e lo sviluppo del villaggio come centro turistico, condotto con grande tenacia dalla segretaria di partito Chang, molto attenta ai suoi interessi di carriera politica.
Kwok Yun verrà addirittura agevolata nella sua tresca col preside, favorendo il divorzio di quest'ultimo e il matrimonio con la sua amante, perfetto connubio socio-politico tra una illetterata contadina e un uomo di cultura, vero superamento dei retaggi della Rivoluzione Culturale.
Geniale , divertente e ironico sguardo su una Cina provinciale in pieno tumulto, ossessionata nel suo progredire verso un futuro materialistico, il lavoro di Guo Xialu, autrice anche del romanzo cui la pellicola si ispira, è uno tra i lavori senza dubbio più interessanti tra quelli che hanno preso di petto la condizione di una realtà ancora intimamente legata alle tradizioni ma che vorrebbe correre alla velocità della luce verso il futuro.

" Il nome del nostro paese significa centro del mondo, ma noi prima eravamo in orbita intorno alla Unione Sovietica, ora lo siamo intorno agli USA" dichiara la segretaria Chang per spiegare come funziona il sistema solare alla protagonista, e in questa dichiarazione molto realista c'è un po' tutta la morale del film, accentuata dalla grottesca festa di nozze nella quale è invitato anche il turista americano , accolto come fosse una autorità giunta a suggellare una fratellanza tra popoli, dopo che avevamo persino visto la foto della nostra eroina su una rivista americana accanto a quella di Obama.
L'ironia e il gusto del paradosso sono la spina dorsale del racconto sulla quale Guo imbastisce la sua riflessione sulla Cina moderna, soprattutto quella della provincia, in sviluppo vorticoso: richiamo alla cultura americana, grottesche scritte in inglese, quasi sempre sbagliate, campi da golf, alberghi in stile occidentale, ma anche il dramma di chi alla tradizione contadina vuole rimanere legato e si oppone alle ruspe e alla distruzione del paesaggio dominato dalle montagne pizzute della regione.
UFO in Her Eyes, prodotto interamente in Germania, è insomma un lavoro che nella sua ironica e colorata ironia mette in luce però anche il dramma: quello personale di Kwok Yun, sempre più emarginata nella comunità per le sue scelte di vita che man mano si affianca a quello dell'immigrato del nord considerato un intruso, quello dei contadini che vedono scomparire davanti a sè laghi , campi, alberi, quello di chi si oppone alla distruzione in nome di un cablaggio che dovrebbe portare la modernità ad una velocità supersonica.
In tal senso la scena del matrimonio e quella dello scontro tra i contadini che si oppongono agli scavi e la polizia è il manifesto di una nazione che da un lato balla e canta ebbra trascinata verso la modernità e la ricchezza e dall'altro si oppone in nome della fedeltà alla terra.
Il lavoro di Guo vive soprattutto su questo contrasto, reso in maniera mirabile: le citazioni maoiste, i ritratti del Grande Timoniere, la struttura gerarchica del villaggio rimasta ancorata ai tempi del comunismo, le tradizioni e le usanze da un lato, il progresso, la perdita di identità, il rincorrere sistemi sociali ed economici che creano stordimento, la trasformazione fisica del territorio dall'altro; il passato e il futuro insomma, laddove il presente quasi non esiste considerata la velocità con cui tutto avviene e che il funzionario giunto da Pechino non riesce a comprendere nella sua visione in bianco e nero.
Il futuro dunque, quello che nel finale decide di abbracciare, ribellandosi, la protagonista: quel futuro che nell'iconografia sembra tanto simile a quello che Jia Zhangke descrisse in maniera quasi onirica nel suo missile di Still Life; un atto di coraggio ribelle a bordo di una strampalata astronave.
Shi Ke e Mandy Zhang sono le autentiche mattatrici del film: la prima splendida interprete nei panni di Kwok Yun, la seconda nel ruolo dell'ambiziosa e realista segretaria di partito Chang.


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