sabato 14 gennaio 2017

Initiation Love ( Tsutsumi Yukihiko , 2015 )




Initiation Love (2015) on IMDb
Giudizio: 7/10

Siamo nel 1987, nella città di Shizuoka, una musicassetta che suona in uno stereo di una auto; tasto eject e la cassetta viene girata: Side A compare sullo schermo e parte la storia di Suzuki Yuki, un goffo e solitario ma geniale studente di matematica che viene invitato ad un meeting di quelli che i giapponese organizzano per far sì che si incontrino ragazzi e ragazze; nonostante il suo aspetto Mayuko, la più carina tra le ragazze dell'incontro, dimostra subito interesse per lui; tra i due, visibilmente imbranato lui, un po' più spigliata lei, inizia un rapporto nel quale quasi all'unisono i due si dichiarano l'un l'altra; l'apoteosi la sera di Natale che trascorrono assieme in un lussuoso hotel; da quel momento Suzuki promette di votare la sua vita al benessere della ragazza promettendo di dimagrire e di essere un uomo all'altezza.


Side B compare sullo schermo: Takkun , il nomignolo che Mayuko gli ha affibbiato, è ora un aitante giovane, magro, atletico cui viene proposto il trasferimento per lavoro a Tokyo; la ragazza lo incoraggia, non volendo essere un ostacolo alla sua carriera e lui, facendo il pendolare nel week end, il sabato scappa da Tokyo per correre da lei.
Un po' la stanchezza che questa relazione a distanza porta con sè, un po' perchè Takkun incontra sul lavoro Miyako, una collega che mostra grande maturità e soprattutto interesse per lui, la relazione tra i due fidanzati prende una brutta china, acuita dalla inaspettata gravidanza di Mayuko. Problemi, tormenti , dubbi e l'insostenibilità del triangolo portano a decisioni drastiche.
Due lati di una semplice e banale storia d'amore giovanile con atmosfere vintage? Per un certo verso questo è Initiation Love di Tsutsumi Yukihiko, soprattutto nella prima parte sostenuta da toni da autentica commedia brillante; però poi ad un certo punto della storia ci comincia a citare Einstein e l'ardito tentativo di applicare la teoria della relatività all'amore e soprattutto sei minuti finali, onestamente dichiarati da una particolare scritta in sovrimpressione all'inizio del film, che con un geniale twist narrativo stravolge le prospettive sconvolgendo quasi tutto quello che fino ad allora avevamo acquisito a livello di racconto.

Proprio in quei sei minuti finali c'è il coupe de theatre che dà una lettura diversa , e più interessante , al film, sebbene anche nella sua apparente convenzionalità fino a quel punto dimostrata aveva offerto diversi aspetti validi: anzitutto l'attenta, scrupolosa, quasi maniacale ricostruzione di una epoca attraverso musiche, abiti, vestiti, automobili , linguaggi, piccoli particolari; poi la costruzione dei personaggi ben condotta,  a maggior ragione, alla luce del finale a sorpresa che acquista ancora più valore proprio rispetto a questo aspetto.
Senza rivelare nulla, va sottolineato che Tsutsumi, che già in 2LDK aveva con molta efficacia raccontato una storia a forte impronta femminile, dà una sua personale lettura del rapporto amoroso, soprattutto del primo, quello che inizia al mondo dei sentimenti: una prospettiva se vogliamo molto maschile pur senza attaccarsi a situazioni scontate, atteggiamento questo che mantiene per gran parte del film e che permette a quella che in apparenza può sembrare come una banale storia di affanni amorosi giovanili di rimanere sempre su livelli interessanti.
In particolare le  tematiche della lontananza e delle difficoltà del rapporto a distanza sono trattate con buon equilibrio riuscendo nel contempo ad essere convincenti e il finale che sovverte non appare per nulla un espediente facile se osservato alla luce del racconto svolto fin ad allora.
Le prove di Matsuda Shota e di Maeda Atsuko confermano il buon livello raggiunto dai due a livello recitativo: se il primo incarna bene il bello e tormentato , la seconda invece ogni tanto lascia trasparire dietro quello sguardo angelico una coda di volpe ben nascosta.

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