lunedì 23 gennaio 2017

Silence ( Martin Scorsese , 2016 )




Silence (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

Il progetto di Silence nasce quasi 30 anni fa, quando Martin Scorsese, sulla scia de L’ultima tentazione di Cristo, decise di voler portare sullo schermo il romanzo dello scrittore giapponese di religione cattolica Endo Shusaku, scritto nel 1966; attraverso un percorso scandito da varie tappe sin dai primi anni 2000 il progetto iniziò a prendere piede per giungere finalmente alla sua conclusione con la scelta della location taiwanese (per motivi economici a quanto pare) e l’inizio delle riprese nel 2015 e durate circa sei mesi.
Al di là della complessità del lavoro, dello scouting e della scelta produttiva, l’opera di Scorsese appartiene alla categoria dei film che necessitano la giusta sedimentazione per essere create, sebbene le tematiche della religione, della fede ,del peccato e della redenzione siano sempre presenti nei lavori del regista americano.


Optando per una aderenza piuttosto fedele al testo originale, Scorsese in Silence affronta il tema della solitudine dell’uomo di fronte alla fede e il terrore dell’apparente assenza divina nei momenti più tragici della vita attraverso il racconto del viaggio di due giovani gesuiti portoghesi che nel XVII secolo si recarono in Giappone nel pieno delle persecuzioni condotte contro i cristiani, allo scopo di ritrovare il loro maestro, Padre Ferreira, di cui si erano perse le tracce dopo una presunta abiura.
Il film per la prima parte è raccontato come una serie di epistole che Padre Rodrigues scrive al suo superiore a Macao, per poi proseguire in forma di racconto classico.
Rodrigues e Garupe giunti in Giappone si rendono conto di come l’opera di evangelizzazione sia stata praticamente stroncata dalle autorità locali, nonostante le piccole comunità di contadini continuino a rimanere abbarbicati alla religione cristiana pur privi di guida spirituale.
Le persecuzioni e la morte cui andranno incontro molti cristiani che si rifiutano di abiurare pongono i due gesuiti di fronte al dilemma se sia giusto o meno continuare nella loro opera  missionaria che mette a repentaglio non solo la loro vita ma anche quella di numerosi giapponesi convertiti.
E’ soprattutto Rodrigues il personaggio attraverso il quale Scorsese cerca di compenetrare nell’animo dell’uomo posto di fronte alle atrocità e al silenzio divino che lascia l’uomo inerme di fronte alla fede.
Nella seconda parte del film, allorquando il gesuita è fatto prigioniero, assistiamo a frequenti dialoghi nei quali teologia e etica, antropologia e senso della fede cercano di dare una risposta a quello che il gesuita si chiede tante volte nelle sue riflessioni: perché Dio regala agli uomini solo il silenzio? 

Ed infatti è proprio il silenzio di Dio quello che tormenta Rodrigues portandolo spesso sull’orlo della disperazione e dell’abbandono, ma è anche la paura e la debolezza unite all’egoismo umano che determinano le sorti dei cristiani: può l’uomo di fede aspirare ad essere come Dio accettando ogni prova in nome della fede oppure è lecito aspettarsi la sua debolezza di fronte alla solitudine che può portare all’apostasia?
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

2 commenti:

  1. condivido tutto, gran bel film... peccato per il doppiaggio italiano che smussa le differenze di linguaggio, sembrando a tratti anche un po' ridicolo. Ma qui Scorsese non ha nessuna colpa.

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  2. Vero, però la versione originale, da quanto ho capito, è tutta in inglese, quindi ancora più ridicola, immagino

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