venerdì 31 marzo 2017

Animali Notturni [aka Nocturnal Animals] ( Tom Ford , 2016 )




Nocturnal Animals (2016) on IMDb
Giudizio: 8/10

Dopo sette anni, sullo stesso palcoscenico prestigioso che lo lanciò in maniera clamorosa, Tom Ford torna a dirigere il suo secondo lavoro, Animali notturni, di cui è anche sceneggiatore, ispirato al romanzo di Austin Wright Tony and Susan.
Tom Ford è personaggio che travalica lo stretto orizzonte cinematografico, tutti conosciamo il suo ruolo dirompente nel mondo della moda ad esempio dove ha lavorato per le maison più famose, diventando un simbolo di eleganza e di creatività: con A Single Man prima e con Animali Notturni ora, il suo gusto per l'estetica e la cura dell'immagine si fa prepotentemente notare facendolo assurgere a personaggio di grande charme cinematografica.
Cominciamo dalla fine dunque: il rischio che Ford possa diventare , suo malgrado, una icona di quel glamour tanto caro non solo ad Hollywood ma anche in Europa è tangibilissimo, nonostante il regista nei suoi due lavori faccia di tutto per smarcarsi da questo abbraccio; speriamo dunque che Ford non diventi per i vuoti esteti dell'immagine e dell'arte quello che ad esempio è diventato Xavier Dolan per certo pubblico tendenzialmente anticonformista del cinema.


Animali notturni è comunque film notevole, ripartito in tre filoni narrativi introdotti da un prologo che sembra proprio voler essere uno schiaffo allo charme , sebbene ricco di gusto per l'estetica; non lo raccontiamo, ma meglio essere preparati, perchè la scena iniziale può essere un  autentico pugno sul muso.
La scena iniziale che fa da prologo è il contorno alla apertura di una mostra della gallerista Susan, aspirante artista negli anni passati passata dalla parte del business; la donna riceve il giorno dopo l'inaugurazione della mostra un plico contenente una bozza di un libro scritto dall'ex marito dal quale è separata da ormai più di vent'anni che le ha dedicato la sua ultima creatura dal titolo Animali Notturni, l'epiteto che lui usava per Susan. Il romanzo che diventa immagine nella lettura di Susan è una storia ricca di metafore e di riferimenti biografici alla coppia: un racconto duro, cattivo e violento dove alla fine è la vendetta il traino principale.
Infine il terzo piano narrativo è il flashback sulla storia di amore di Susan con l'ex marito, che riaffiora nella mente della donna man mano che la lettura del romanzo procede, un lungo processo di riesumazione di un tratto della vita che si concluse in maniera dolorosissima e con esso la loro storia d'amore.
Susan è una donna che non nasconde il suo malessere: la vita immersa nel lusso non le evita i problemi coniugali con l'attuale marito, lo stesso lavoro non sembra darle quella vitalità che forse lei sperava e soprattutto il ricordo del suo passato nascosto sotto uno spesso strato di gelido terreno che inizia a tornare a galla concorre aa amplificare  l'inquietudine nella donna, come potrebbe essere chiunque posto davanti ai fallimenti personali e al vuoto che lo circonda.

I tre filoni del racconto si intersecano e man mano che procede la storia diventano sempre più interconnessi, propedeutici uno per l'altro, sebbene a prima vista ciò non appare: la Susan di oggi e quella di ieri ,che continuava ad  essere ossessionata dalla debolezza di carattere del marito, si specchia in un racconto che nasce e cresce come uno di quei thriller violenti carichi di odio dal quale emerge il personaggio principale della storia, Tony, che , borghese piccolo piccolo del terzo millennio ,mette in atto una vendetta atroce.
Ma la vendetta più grande sembra essere quella di Edward il marito di Susan, attraverso quel romanzo che sovverte ogni cosa nel mondo di Susan, abbattendosi su di lei come un uragano di emozioni, di colpe e di rimorsi: in tal senso il finale è di una bellezza struggente , e , per certi versi, commovente.
La struttura del film , nonostante la sua articolata composizione, alla fine non rallenta in alcun modo il percorso della storia che rimane sempre sul giusto filo della tensione; la riflessione sull'arte e sulla sua volgarità moderna sembra esser uno dei pungoli che maggiormente stimolano Ford, un'arte immersa in una società sempre più algida e lontana da qualsiasi valore; ma è soprattutto il legame tra Edward e Susan, sia nei suoi aspetti più intimi che in quelli più francamente intellettuali, il vero motore di un film che riesce a colpire nella giusta maniera, nello stesso modo col quale il marito colpisce l'ex moglie servendosi dell'arte letteraria.
Detto tutto ciò, e tornando per un attimo  alla riflessione iniziale, è fuori di dubbio che Tom Ford possiede un talento per l'estetica fuori dal comune, un gusto estetico che richiama alle forme classiche grecoromane con la sua perfezione stilistica e geometrica che nel film mette al servizio della narrazione per dipingere la glaciale vita di Susan (basti tenere impressa la casa dove la donna vive); ma Ford usa l'estetica del disfacimento anche nella citata scena iniziale, autentico bassorilievo che immortala il cattivo gusto e la decadenza artistica.
Coppia di attori in grande forma: Amy Adams è perfetta nel suo algore che si scioglie sotto i colpi del romanzo di Edward e Jake Gyllenhaal, che non vediamo mai come Edward nel presente, si sobbarca il duplice ruolo di Tony , protagonista del romanzo, e di Edward giovane nei lunghi flashback: in entrambi i ruoli è bravo, come sempre.

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