sabato 6 maggio 2017

Kung Fu Yoga / 功夫瑜伽 ( Stanley Tong / 唐季禮 , 2017 )




Gong fu yu jia (2017) on IMDb
Giudizio: 6/10

La premiata ditta Jackie Chan-Stanley Tong rinverdisce i fasti passati con un blockbuster di dimensioni colossali che va a proseguire nella scia delle coproduzioni sino-indiane di cui nel 2016 abbiano già avuto un'anteprima con Xuan Zang di Huo Jianqi. Kung fu Yoga è quindi prima di tutto una grande operazione commerciale come impone il blockbuster classico, un film di puro intrattenimento , rivolto alle famiglie che non a caso ha letteralmente sbancato il botteghino nelle festività del capodanno cinese.


Film nel quale si mescolano azione, demenzialità , botte e un pizzico, ma veramente un pizzico, di yoga tanto per dare un senso al titolo.
Jackie Chan interpreta il noto archeologo Jack che viene contattato da una avvenente dottoressa indiana che dichiara di avere una mappa che permette di ritrovare il tesoro scomparso di Magadha, della cui esistenza siamo messi al corrente in un prologo che sembra più un videogame che un film.
Jack mette in piede il suo team, cui aggrega anche il figlio del suo vecchio amico cercatore di tesori, che ha intrapreso la stessa carriera del padre, e parte per il Tibet e in un caverna di ghiaccio trovano l'ambito tesoro; qui dovranno però fare i conti con Randall un riccone indiano che rivendica per sè il tesoro in quanto appartenente alla casata di cui lui è erede in contrapposizione con la studiosa indiana che scopriremo esser anche lei di stirpe reale e quindi legata per vincolo famigliare al tesoro.
Da qui in poi il film imbocca la china dell'action movie a tinte spesso surreali e addirittura demenziali in cui si susseguono in ordine sparso , tra India e Dubai, inseguimenti a bordo di supercar che finiscono immancabilmente fracassate in una delle quali giace tranquillo un leone, combattimenti e scazzottate con i cattivi di turno , una divertentissima scena in un maniero indiano nel cui cortile imperversa un branco di iene, l'inseguimento ad un preziosissimo diamante gigantesco facente parte del tesoro che oltre al valore commerciale diventa la chiave per accedere ad un altro tesoro, per finire il tutto in un trionfo musicale colorato e simpaticissimo a metà tra la musica indiana e cinese.
E' ovvio che attenderci da Kung Fu Yoga qualsiasi cosa di diverso da 100 minuti di intrattenimento puro brillante è vana illusione sebbene il continuo ripetere che i beni artistici ritrovati fanno parte del patrimonio universale, sembra una innocente quanto decisa presa di posizione sul traffico di tesori che si verifica con sempre più frequenza in oriente.
Jackie Chan è l'indiscusso mattatore della pellicola e a 60 anni suonati ancora dimostra di avere voglia di divertirsi oltre a  capacità fisiche indubbiamente fuori dal comune, accompagnate ad una innata simpatia; accanto a lui un bel mix di attori cinesi ed indiani a conferma del bipolarismo culturale che dà brio al film e di cui la citata scena finale, diciamolo francamente, da sola vale il prezzo del biglietto.
Disha Patani è la conturbante studiosa indiana, nonchè erede reale e Sonu Sood il cattivo riccone avversario , da parte cinese l'hongkonghese Aarif Lee è invece il cercatore di tesori figlio del grande amico di Jack che si aggrega alla spedizione e la comparsata  stralunata di Eric Tsang.

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