lunedì 10 dicembre 2012

The Bullet Vanishes / 消失的子弹 ( Law Chi Leung / 羅志良 , 2012 )

Giudizio: 7/10
I proiettili che spariscono

Co-produzione Cina-Hong Kong, che ha ottenuto un notevole successo di pubblico, The Bullet Vanishes segna il ritorno di La w  Chi Leung alla regia dopo alcuni anni di silenzio.
Il film , ambientato nei primi anni trenta, è un thriller nel quale confluiscono piccoli rivoli di altri generi e che racconta le indagini intorno alle morti misteriose che fanno seguito ad una tragica roulette russa ,spacciata come segno della volontà del cielo da parte di un bieco proprietario di una fabbrica di armi e a cui è sottoposta una giovane operaia accusata di avere rubato dei proiettili.
Da quel momento una serie di omicidi si susseguono: per gli operai è il fantasma della giovane donna che torna per farsi vendetta, per gli investigatori un serial killer che uccide con una pistola che non lascia proiettili.

Il duo di detective incaricato del caso assomiglia tanto all'accoppiata super-britannica Sherlock Holmes - Watson con l'aggiunta dell'immancabile pivello avido di insegnamenti; in effetti siamo di fronte ad un pistolero infallibile e ad un detective dai metodi a dir poco originali, nei quali però è sempre la logica della deduzione la sua linea guida, oltre che la curiosità di capire perchè "persone buone commettono atti cattivi".
Ingarbugliandosi man mano che procede , la storia regala momenti di azione, riflessioni filosofiche sul delitto perfetto e psicologiche sulla mente dell'assassino, sperimentazioni balistiche, divagazioni sulla corruzione, trucchetti vari e persino autopsie in cui sono le viscere dei cadaveri a guardare in faccia l'esaminatore.
Grazie ad una regia pulita , senza ombre ma neppure senza sussulti, Law tiene bene in piedi la storia, ricostruisce delle ambientazioni d'epoca col consueto frenetico utilizzo di digitale e conduce per mano lo spettatore ad un finale dove i colpi di scena si susseguono fino a riannodare tutti i fili.
Proprio l'incedere ingarbugliato della storia, che appare come una precisa impronta stilistica, è forse l'aspetto che convince meno; ma altrettanto vero è che l'attenzione nel film non cala mai e l'accoppiata di attori super (Lau Ching Wan e Nicholas Tse) sembra ben consolidata ed il film ne trae notevole vantaggio, anche grazie ad una serie di figure secondarie che completano bene il quadro.
Qualche venatura di melodramma sparsa qui e lì e l'immancabile storia d'amore travagliato completano il contorno di un film che dimostra come il blockbuster di origine cinese si avvia a diventare un prodotto di qualità pregevole, ampliando sempre più i confini di una cinematografia che solo per gli stolti continua ad essere fatta solo di film cervellotici e noiosi.

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