Giudizio: 4/10
Anna vede il mondo in bianco e nero, anni di passività e di ignavia l'hanno resa remissiva anche di fronte alla sua assurda vita famigliare; ma siccome Anna è anche una santa laica, la sua vita è rivolta ad aiutare gli altri mettendosi sempre in retrovia, i frequenti fermo immagine che trasformano il volto della donna in una grottesca immagine da santino stanno lì a dimostrare come si possa buttare via la vita per rendersi utile agli altri: i figli prima di tutto, uno dei quali sordomuto, da proteggere anche dall'insensibilità e dall'abbrutimento di un padre dedito a loschi affari, poi gli anziani genitori, i colleghi e amici dei quali si carica il fardello di disgrazie e problemi.
Una vita raccontata con frammenti di canzoni napoletane, quasi delle ballate che descrivono come il mondo sia diventato grigio per Anna.
Quando grazie alle attenzioni di un attore di fiction che lavora per la casa di produzione presso la quale Anna ha finalmente trovato un lavoro stabile la sua vita sembra poter riprendere colore , scrollandosi di dosso la desolante nullità degli ultimi anni, la donna decide di affrontare con coraggio la nuova situazione.
Ci sono pochissime cose che funzionano in questo film di Giuseppe Gaudino, smaccatamente alla ricerca di un linguaggio sperimentale ma che di fatto regala più aspetti negativi che altro.