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venerdì 28 febbraio 2020

Ip Man 4: The Finale / 葉問4:完結篇 ( Wilson Yip , 2019 )




Ip Man 4: The Finale (2019) on IMDb
Giudizio: 7/10

Spalmata sull'arco di 11 anni la saga in quattro capitoli incentrata sulla figura del leggendario maestro Ip Man giunge al termine: il regista Wilson Yip, l'indiscusso architetto dell'epopea cinematografica, con Ip Man 4 : The Finale affronta infatti l'ultimo capitolo temporale della vita dell'inventore del Wing Chun, ormai ineluttabilmente legato alla figura di Donnie Yen che lo interpreta in tutti i capitoli.
Nel Cinema come sappiamo è sempre tutto possibile, ma ,spin off esclusi, non c'è proprio spazio per un rigurgito narrativo e l'ultimo lavoro di Wilson Yip lo lascia ad intendere chiaramente , soprattutto nella forma e nei contenuti del racconto.
Il maestro Ip è ormai avviato alla vecchiaia, gli viene diagnosticato un tumore che gli lascia ben poche speranze di vita, e come non bastasse, dopo avere patito i rimorsi per la morte della moglie , si trova a dover affrontare il difficile rapporto col figlio Ching deciso a volere seguire le orme del padre nel mondo della arti marziali nonostante il parere negativo di Ip Man che immagina per lui una vita istruita.


Per tale motivo vola a San Francisco per cercare una scuola per il ragazzo e in quell'occasione incontra il suo allievo Bruce Lee che ha messo in piedi una scuola di Wing Chun e ha iniziato ad insegnare le arti marziali ai bianchi, scatenando le ire della comunità marziale cinese del posto.
Tra i maestri che più avversano la decisione di Bruce Lee , e che quasi per una forma di osmosi, rigettano il loro disappunto sul suo maestro, c'è il maestro di Tai Chi Wan, importante esponente della comunità cinese attraverso le cui raccomandazioni passano i destini di tutti i cinesi che giungono in città.
Nel soggiorno a San Francisco Ip Man avrà modo di toccare con mano l'odioso e becero pregiudizio razziale degli yankees verso i cinesi che si manifesta sia nelle forze armate veicolato dal personaggio di Hartman Wu, un sottufficiale dell'esercito che cerca di introdurre il Kung Fu tra le discipline dell'esercito, sia nel mondo giovanile attraverso la figura della figlia di Wan reginetta delle ragazze pon pon, invisa ai bianchi e bullizzata.
Naturalmente non mancano i momenti di azione, l'epiche sfide coi cattivi di turno  che accompagnano il crepuscolo di Ip Man fino alla sua morte.

giovedì 24 marzo 2016

Ip Man 3 / 葉問3 ( Wilson Yip Wai-Shun / 葉偉信, 2015 )




Ip Man 3 (2015) on IMDb
Giudizio: 7.5/10

E’ ambientato nel 1959 il terzo capitolo della saga incentrata sulla figura di Ip Man diretta da Wilson Yip ed inizia idealmente dove l’avevamo lasciata al termine del secondo, col giovane e impertinente Bruce Lee che si presentava alla porta del maestro chiedendo di poter diventare suo allievo; sono passati alcuni anni e il ragazzino è diventato ora un giovane prestante ma sempre con un filo di arroganza e lo vediamo nuovamente ala porta di Ip Man dove regala una dimostrazione al maestro di velocità e di doti tecniche.


In quegli anni Hong Kong stava diventando a grandi passi la metropoli cosmopolita che conosciamo , la ricchezza ed il benessere iniziavano a diffondersi e con esse il crescere della delinquenza sostenuta da bande di bulli, alcuni fuoriusciti dalle scuole di kung fu, al soldo di faccendieri stranieri senza scrupolo alla ricerca del facile guadagno.
Quando una di queste bande si presenta alla porta della scuola elementare che il figlio del maestro frequenta reclamandone la proprietà dietro un truffaldino acquisto, Ip Man diventa il paladino dei deboli contrapponendosi alla prepotenza dei delinquenti.

domenica 21 agosto 2011

A Chinese fairy tale [ aka A Chinese ghost story ] ( Wilson Yip , 2011 )

Giudizio: 6/10
L'impossibile amore tra demoni e uomini

La cosa più bella del film sta nel sentito tributo alla memoria di Leslie Cheung che compare all'inizio dei titoli di coda, volendo con ciò omaggiare il grande attore protagonista del film-capolavoro del 1987 di Ching Siu-tung e creare un legame ideale con quell'opera, di cui A Chinese fairy tale è di fatto un remake, pur non essendone una copia carbone pedissequa.
E' inevitabile guardando questo lavoro di Wilson Yip tornare con la memoria al film originale che ovviamente rimane nettamente al di sopra di questo remake, soprattutto laddove manca il carisma magnetico dei due grandi attori protagonisti.
La storia ricalca in grande linee quella già raccontata e ispirata ad una novella cinese del XVI secolo, in cui si racconta l'amore impossibile tra una giovane demone e un ragazzotto giunto quasi per sbaglio nel cuore del potere demoniaco, concentrato nell'albero secolare che racchiude lo spirito malvagio del demone capo ( una bravissima Kara Hui) dai lunghi capelli usati come armi mortali.

lunedì 25 ottobre 2010

Ip Man 2 ( Wilson Yip , 2010 )

Giudizio: 6.5/10
Il nobile kung fu contro la rozza boxe

Avevamo lasciato Ip Man in fuga dalla Cina occupata e oppressa dai giapponesi e con perfetta coerenza temporale nel secondo capitolo lo troviamo ad Hong Kong sul finire degli anni 40, dove, tra difficoltà economiche, è fermamente intenzionato ad aprire la scuola di arti marziali che permetta il diffondersi del wing chun; per far ciò dovrà confrontarsi col consueto spirito di lealtà e senso dell'onore con i maestri delle altre scuole che pullulano nella colonia britannica.
Mostrando la sua grande maestria e il profondo senso di spiritualità che permea il kung fu riuscirà ad essere riconosciuto come Maestro e abilitato quindi ad avere la sua schiera di discepoli.

venerdì 15 ottobre 2010

Ip Man ( Wilson Yip , 2008 )

Giudizio: 7.5/10
Biografia di una leggenda


La figura del maestro d'arti marziali Ip Man è di quelle che sono direttamente passate nella leggenda, vuoi per il fatto di essere più vicina a noi nel tempo, vuoi per essere stato il maestro della, probabilmente, più grande leggenda cinematografica degli ultimi 40 anni, quel Bruce Lee che per anni ha monopolizzato i film sulle arti marziali.
Un personaggio simile, importante anche per l'aspetto strettamente tecnico, non poteva non trovare spazio nel cinema HKese e Wilson Yip, dopo qualche vicissitudine, ha portato sullo schermo la sua biografia incentrandola sul periodo che va dall'inizio dell'occupazione giapponese della Cina alla seconda guerra mondiale.

sabato 29 maggio 2010

Flash point ( Wilson Yip , 2007 )

*****
Storia di botte e di stelle

L'ambientazione è quella ipersfruttata nelle pellicole HKesi: handover alle porte, bande di cinesi e vietnamiti che si danno battaglia, poliziotto infiltrato nelle triadi, detective che fa della risolutezza e delle maniere spicciole il suo stile peculiare di intendere il lavoro che, come ripete all'inizio e alla fine del film, è quello di catturare i criminali.
Il tocco in più , indubbiamente bello e spettacolare che manderà in estasi i cultori del genere, lo da Wilson Yip con scene di combattimento e botte da orbi, in perfetta scia con l'ormai leggendario filone di film sulle arti marziali; se poi aggiungiamo che accanto ad una star come Louis Koo, dominano la scena due giganti come Donnie Yen e Collin Chou, il risultato non può che essere una storia a mille a l'ora, che inizia un po' in sordina, molto indirizzata alla descrizione delle situazioni contingenti, ma che da metà in poi accende il turbo e corre via frenetica e pirotecnica, donando sparatorie infinite e combattimenti all'ultimo sangue in cui non si risparma nulla: voli dai tetti, salti, bastonate, distruzione di tutto ciò che circonda le scena.
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