Giudizio: 8/10
Leggi il titolo e le poche note che hanno accompagnato il film, osservi i nomi degli attori, pensi al regista e inevitabilmente la mente corre a Quei bravi ragazzi, a Casinò a Mean Streets, ai lavori insomma che Scorsese ha diretto raccontando il mondo della malavita soprattutto newyorkese; ma appena il film parte si capisce che sebbene la scena sia costruita in perfetto stile scorsesiano, siamo di fronte a qualcosa che sarà ben diversa dall'epopea ammantata di mito che accompagnava i lavori citati.
La lunga carrellata della macchina che si muove tra i corridoi e le stanze conduce al vecchio in sedia a rotelle, un De Niro ben più credibile da vecchi decrepito che artificiosamente ringiovanito dalla CGI, ma di questo parleremo dopo.
De Niro è l'ultraottantenne Frank Sheeran, irlandese di origine, un tempo pezzo grosso della manovalanza del crimine organizzato, di cui però adesso nessuno si ricorda più, neppure la giovane infermiera che lo accudisce nello ospizio.
The Irishman è un lungo racconto a ritroso, partendo dall'immediato dopoguerra e giungendo al nuovo millennio, raccontato da Frank , con un intreccio di pieno temporali che non creano però mai nè confusione nè quel senso di indefinibile quando vengono utilizzati in maniera poco credibile.
Frank ha fatto la guerra in Italia, ed ora , anni 50 , vive a Filadelfia con la su famiglia, guida il camion per eseguire consegne di quarti di carne e ogni tanto arrotonda facendo la cresta sulle consegne.
Il fato, che sembra il motore della storia, lo mette davanti al primo bivio importante della sua carriera criminosa: l'incontro con Russell , uno dei pezzi grossi della famiglia mafiosa dei Bufalino, il quale vede in lui una persona fedele, efficiente e che esegue i suoi compiti in maniera discreta senza fare problemi; dapprima qualche carico, poi qualche intimidazione ed infine killer ben prezzolato e stimato.
Nella sua ascesa Frank si troverà di fronte al secondo incontro che stavolta non tanto casualmente gli si parerà davanti, quello con Jimmy Hoffa il celeberrimo sindacalista d'assalto leader della corporazione dei camionisti, personaggio molto ambiguo, controverso ma di sicuro carisma, di cui diverrà guardia del corpo, confidente e amico.
Gli anni passano e il racconto di Frank procede fino a giungere ai momenti cruciali , quelli che lo porteranno alla inevitabile caduta, al contrario degli altri protagonisti, tutti o quasi morti ammazzati; ma la sua sarà una caduta non solo fisica ma soprattutto morale, abbandonato anche dalla famiglia stanca dei suoi lavori ben poco onesti.
