Giudizio: 7.5/10
Yeongjo fu sovrano per 52 anni del Regno Joseon nel XVII secolo, un monarca ricordato per le sue importanti opere di ristrutturazione del sistema fiscale, per la rigida osservanza dei dettami del neo-confucianesimo e per la sua opera pacificatrice nella lotta tra le varie fazioni del paese; ma il suo nome è anche ricordato per un controverso e tragico episodio che portò alla morte del figlio, il Principe ereditario Sado, per decreto del padre stesso, episodio questo che per il cinema coreano e per la televisione è stato di frequente ispirazione.
Nell'anno che segna il grande ritorno in auge del film storico-biografico in costume, il regista coreano Lee Joon-ik prende ispirazione dall'episodio della morte del principe Sado per dirigere The Throne, lavoro candidato per la Corea agli Oscar.
Il film prende il via dal momento in cui Yeongjo decreta la condanna a morte del figlio, accusato di cospirazione e di condotta insana indotta da una presunta malattia mentale: il giovane viene racchiuso in una angusta cesta di legno adibita alla conservazione del riso e lasciato morie di stenti in otto giorni.
Durante le due ore del film , attraverso lunghi flashback conosciamo la storia del principe e del suo rapporto contrastato con il padre fino al tragico scontro finale che lo porterà a morte.
La storia si snoda su vari piani e prospettive: da un lato il confronto padre-figlio improntato ai rigidissimi dettami del confucianesimo che si esplica nel crescente disagio del figlio che si alimenta a causa della sua percezione di inadeguatezza riguardo alle aspettative paterne e alla sua capacità di poter essere un governante deciso e illuminato contrapposto alla delusione del Re e alla sua impossibilità a vedere il figlio sotto una luce più paterna e meno da sovrano.