Visualizzazione post con etichetta Liu Jie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Liu Jie. Mostra tutti i post

domenica 3 maggio 2020

Baby / 宝贝儿 ( Liu Jie / 刘杰 ) , 2018 )




Baby (2018) on IMDb
Giudizio: 8/10

Ogni situazione che si presenta ( o si svela) e si perpetua nella Cina moderna assume sempre i caratteri di qualcosa di enorme , inimmaginabile, soprattutto a causa della sterminata popolazione che abita quel paese e per la sua trasformazione inarrestabile a ritmi vertiginosi che porta con sè sempre delle aberrazioni: il problema dei neonati disabili abbandonati, ci informano i titoli di coda di Baby, ha assunto le dimensioni di una vera e propria piaga sociale intorno alla quale il regista cinese Liu Jie, attivo nel cinema ormai da quasi venti anni, costruisce il suo ultimo lavoro.
Baby è infatti il coraggioso tentativo di affrontare la tematica senza tinte melodrammatiche e senza troppi risvolti sociali pretestuosi e per farlo Liu Jie decide di utilizzare la prospettiva della protagonista Jiang Meng una ragazza che fu abbandonata per le sue gravi malattie alla nascita  e che dopo aver subito numerosi interventi si salvò e fu affidata ad una famiglia.


La ragazza ormai diciottenne , per le leggi cinesi che regolano l'affido, deve lasciare la famiglia che la ha adottata sebbene sia lei che la anziana e paretica madre vorrebbero continuare a vivere assieme.
Avendo trovato lavoro presso l'ospedale, Jiang Meng scopre che c'è una neonata i cui genitori hanno deciso di non dare l'autorizzazione all'intervento chirurgico che potrebbe salvarla, preferendo per lei la morte piuttosto che una vita tribolata e infelice; Jiang Meng vede in quella piccola se stessa e intraprende una lotta contro tutto per cercare di salvarle la vita anche a rischio di pagare conseguenze penali gravissime, perchè salvare la neonata sarà per lei come salvare sè stessa di nuovo.
Lungi dall'essere un film che sfrutta un problema sociale molto serio e che crea emozione e sdegno per costruire la sua struttura narrativa, Baby è invece un coraggioso esempio di cinema civile, quello che una volta si definiva cinema socialmente impegnato; la scelta di scrutare nella coscienza cinese attraverso gli occhi di una giovane che ha percorso il calvario comune solo ai più fortunati tra i neonati abbandonati, permette al regista di poter prendere di petto le problematiche legali, quelle più tipicamente sociali, l'atteggiamento della società verso i disabili, la difficoltà dei disabili stessi (espressa attraverso quelle che sono le difficoltà che incontra la protagonista ) a trovare un lavoro e a realizzarsi, la tendenza a ghettizzarsi da parte dei giovani disabili dalla nascita , come quelli presso cui Jiang Meng trova ospitalità una volta costretta a lasciare la casa della madre adottiva, il concetto molto statalista e paternalista di farsi strada con i certificati che attestano la disabilità per ottenere il lavoro ; possiamo ben dire che il resoconto che fa il regista è una cascata di problematiche sociali che concorrono a creare il corposo tema nella sua interezza e complessità.
Condividi