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giovedì 30 gennaio 2020

It Comes ( Nakashima Tetsuya , 2018 )




It Comes (2018) on IMDb
Giudizio: 7/10

Nel 2010 con Confessions il regista giapponese Nakashima Tetsuya diresse uno dei lavori nipponici ancora oggi tra i più noti, sebbene il film, nonostante fosse duro e colpisse diretto allo stomaco, non poteva certo definirsi un capolavoro; a otto anni di distanza la nuova opera , distante anni luce dal punto di vista formale dal glaciale e affilato thriller che era Confessions, riprende le tematiche di fondo trattate sotto una forma che è ben più usuale al regista: It Comes infatti lascia da parte i ritmi lenti e si articola su binari più frenetici, si tinge di autentico horror ( ma non J-horror) atipico ma nel profondo il bersaglio della dura analisi sociale del regista rimane la famiglia ed, estrapolando, la società giapponese.
L'inizio di It Comes mette subito in chiaro quanto detto con una escalation visiva dal grande effetto, così come capiamo sin da subito che nel lontano passato di Hideki si annida qualche oscura presenza che getta le sue lunghe ombre fino al presente.


Si torna però indietro nel tempo: Hideki e Kona sono due giovani belli e realizzati che si sposano e hanno subito una figlia cui viene dato il nome di Chisa, nome che un misterioso personaggio consiglia a Hideki.
L'inizio della vita coniugale è brillantissimo: armonia, bella casa, amici simpatici e quindi la piccola Chisa cui Hideki dedica una sorta di diario giornaliero sotto forma di blog.
Il passato però sembra tornare , quando appare chiaro che qualche presenza spaventosa e molto ostile inizia a insinuarsi nella vita della giovane coppia.
A questo punto nella storia irrompono Nozaki un giornalista semifallito e Makoto una medium per  capire cosa sta succedendo nella sua vita famigliare; i due sono personaggi limite, un po' l'opposto, anche socialmente, di Hideki e Kona, che a loro volta però hanno un bel passato che pesa nella bisaccia sulle spalle: il primo è tormentato dal ricordo dell'aborto che impose alla ex moglie, la seconda dal ricordo di una madre che aveva abdicato al suo ruolo; "sono la figlia di una madre cattiva " ripete Makoto quasi a gettarsi addosso le colpe del genitore per espiare anche le sue colpe.
Il mostro che appare , in forme variabili tali che la tensione, seppur sottile è sempre presente nel film , dall'inizio alla fine, diventa sempre più potente, un essere che fagocita , impossessandosene  , le persone deboli che cedono , per cui nella parte finale della pellicola vediamo comparire, come un deus ex machina , la sorella di Makoto , Kotoko, una sciamana potentissima, l'unica in grado di cacciare il mostro in un duello finale rituale chiaramente eccessivo ed estremo, che costituisce però il culmine della spettacolarità di It Comes.

mercoledì 8 aprile 2015

The World of Kanako ( Nakashima Tetsuya , 2014 )




The World of Kanako (2014) on IMDb
Giudizio: 6/10

Fujishima è uno sbandato alcolizzato che vive una esistenza lurida e buia, in passato è stato un poliziotto col vizio di menare troppo le mani motivo per cui anche la moglie, il cui amante viene massacrato di botte dal marito, lo molla alla sua squallida esistenza.
Quando la figlia adolescente Kanako sparisce, la moglie si rivolge a lui per rintracciarla e partendo da flebili ma molto ben precise tracce, Fujishima inizia a scavare nella vita della figlia scoprendo che al mondo esiste qualcuno più brutale e schifoso di lui. 



La ricerca della ragazza è un viaggio nelle zone torbide della società giapponese: droga, bullismo, prostituzione giovanile e naturalmente spietati yakuza, che il protagonista affronta col suo solito modo di fare violento e becero: Fujishima indossa il suo vestito bianco che diventa presto un foglio sul quale viene scritta la storia dai colori del sangue, gira per la città tumefatto e sanguinante col bianco vestito intriso di schizzi di sangue, il suo quando rimedia le botte o quello dei suoi interlocutori quando non si dimostrano collaboranti.
La recensione completa può essere letta su LinkinMovies.it

sabato 12 marzo 2011

Confessions ( Tetsuya Nakashima , 2010 )

Giudizio: 7/10
Vendetta e morale


Vincitore degli Awards nipponici e selezionato come rappresentate della cinematografia giapponese agli Oscar, questo lavoro di Teysuya Nakashima segna un punto di svolta nel profilo cinematografico del regista, conosciuto finora soprattutto per film come Kamikaze girls, in cui ad una ricerca stilistica esasperata faceva riscontro una sostanza veramente flebile.
In Confessions di sostanza ce n'è molta, dipanata in una narrazione drammatica e a tratti spiazzante, che vuole affrontare una tematica molto cara ,  e spesso abusata, nel cinema giapponese: il mondo giovanile della pubertà coi suoi contrasti generazionali e le pericolose tendenze autodistruttive.
Il lungo prologo  che si svolge in una classe delle scuole medie e che iniza coi toni della commediola, ben presto ci getta in una ambientazione drammatica, quasi allucinata, in cui al bianco sfavillante e freddo dell'ambiente si mescola il torbido che alberga negli allievi dell'insegnante Yuko Moriguchi, che al termine del trimestre decide di abbandonare la scuola, non prima però di aver svelato la sua verità sulla morte della figlioletta per mano di due suoi allievi.
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