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venerdì 18 settembre 2015

Go With Me ( Daniel Alfredson , 2015 )



Go with Me (2015) on IMDb 
Giudizio: 5/10

Presentato Fuori Concorso alla Mostra Cinematografica di Venezia, Go with Me di Daniel Alfredson è lavoro che passa senza lasciare alcun segno, ben lungi dalle accattivanti atmosfere dei primi film del regista svedese.
Ambientato nella ormai più che stereotipata provincia americana di confine, la pellicola racconta di una giovane donna tornata a casa dopo la morte della madre e che si trova a dover fronteggiare le attenzioni violente di un becero boss di provincia dedito al controllo di qualsiasi traffico si svolga nelle propaggini settentrionali dell’Oregon.
La donna, consigliata dallo sceriffo pusillanime e ignavo, chiede aiuto a dei boscaioli che ben conoscono il marrano: si offriranno il più anziano ed il più giovane di essi di aiutarla, sperando con ciò di saldare i conti che pendono con l’uomo e che arrivano dal passato.


La storia diventa quindi ben presto un thriller che vorrebbe far breccia usando le più classiche atmosfere da film sporco e cattivo; peccato che tutto ciò emani un odore stantio e una sensazione di già visto difficile da scrollarsi di dosso.
Personaggi abbrutiti e violenti, risse da bar di quart’ordine, traffici di droga e di donne, violenze becere, camicie di flanella a quadrettoni a profusione, ambientazioni squallide e la sempre valida sete di vendetta che cresce facendo regredire l’uomo alla sua soglia animalesca, pick up sfasciati e cigolanti, carabine vetuste e alberi secolari percorrono il film in lungo e in largo lungi però da regalare mai momenti degni di nota, neppure quando qualche frammento sembri voler ribaltare la prospettiva acquisita.

lunedì 17 gennaio 2011

La regina dei castelli di carta ( Daniel Alfredson , 2009 )

Giudizio: 4/10
Fine della storia ( per fortuna...)


Terzo e (per fortuna) ultimo capitolo della trilogia del Millennium, la storia comincia dal medesimo punto in cui si era interrotta con la seconda parte; stesso regista, stessi attori (ovviamente) e , ahimè, stesso risultato scadente , perfettamente in linea con l'episodio precedente.
Da una parte la storia di Lisbeth, sopravvissuta ad una pallottola nel cervello e prossima al processo per tentato omicidio del padre Zalachenko, anche lui miracolosamente sopravvissuto alle accettate della figlia, ma non alla decisione dei suoi vecchi compari di una sezione deviata dello spionaggio, che seppur vecchi decrepiti trovano il modo di farlo fuori e di rimettere in piedi una struttura che anni prima, all'ombra dei palazzi governativi, gestiva la spia russa.

domenica 12 dicembre 2010

La ragazza che giocava con il fuoco ( Daniel Alfredson , 2009 )

Giudizio: 4.5/10
La inevitabile e famigerata regola del sequel


Secondo atto tratto dalla trilogia di Stieg Larsson: regista nuovo, inevitabile applicazione della famigerata regola del sequel e film piuttosto scadente, privato di tutto quello che di buono c'era nel primo ed epilogo che sembra semplicemente la fine del primo tempo di un film giocato in due episodi.
Si salva poco in questo lavoro, probabilmente solo la bravissima Noomi Rapace sempre più al centro della scena col suo volto tagliato con l'accetta e la potenza del suo fisico manipolato.
La giovane hacker stavolta viene accusata di un triplice delitto che non ha commesso, in cui vengono uccisi una coppia di giornalisti e collaboratori di Mikael Blomkvist alla rivista di denuncia Millennium, e il tatuato per sfregio tutore della ragazza, nonchè suo aguzzino.
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