Gioie e dolori del primo amore
Yasmin Ahmad ha sempre fatto della rivisitazione autobiografica uno dei punti fermi dei suoi lavori , in maniera assolutamente intellegibile e per nulla sfumata , a partire dal ripetersi degli stessi protagonisti (qui come nei precedenti la giovane Orked), le figure dei genitori ben individuabili (padre musicista), luoghi e situazioni che sono propri della sua vita.
Questa scelta così netta ha fatto sì che tutta la purtroppo breve cinematografia della regista scomparsa, brilli per una forte spinta emotiva e per una sincerità che colpiscono profondamente , maggiormente se si considerano i binari stilistici impostati: una narrazione sempre pacata, quasi sussurrata, che regala una soavità e un soffio di purezza , difficili da trovare nel panorama cinematografico.