Visualizzazione post con etichetta Yukisada Isao. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Yukisada Isao. Mostra tutti i post

venerdì 27 marzo 2020

River's Edge ( Yukisada Isao , 2018 )




River's Edge (2018) on IMDb
Giudizio: 7/10

E' quasi uno studio che sta a metà tra il sociologico e l'antropologico, questo lavoro di Yukisada Isao, regista con alle spalle ormai una carriera ventennale costellata da più di venti lavori e anche da qualche riconoscimento festivaliero: ispirato all'omonimo  manga di Kyoko Okazaki, ambientato all'inizio degli anni 90, River's Edge è la storia drammatica e di solitudine nichilista di un gruppo di adolescenti divisi tra la scuola, consueto nido di nefandezze sociali e personali, e le loro ossessioni spesso insane.
Raccontato come fosse una raccolta di interviste ai personaggi troviamo Ichiro che è  gay  e arde di passione non ricambiata per un suo compagno di scuola , viene regolarmente maltrattato e umiliato e gettato nella sua solitudine ; c'è Haruna ,  l'unica compagna di scuola che riesce ad avere un legame con Ichiro, e che è la ragazza del bullo per eccellenza, il violento Kannonzaki che nel frattempo se la spassa però con la compagna di classe di Haruna, la ninfetta Rumi, c'è poi la modella Kozue bulimica che passa il tempo a mangiare per poi vomitare tutto; c'è la sorella obesa di Rumi, che detesta , ricambiata, e che oltre ad ingozzarsi spia il diario segreto della sorella.


Una parata di personaggi, insomma che rappresentano i lati più inquietanti di una generazione, quella dei primi anni 90 che visse nella solitudine e nella caduta del sogno del benessere per tutti in seguito alla mortifera esplosione della bolla speculativa del 1991 che infettò la società giapponese portando danni materiali e morali.
L'ambiente in cui si muovono i protagonisti è un ecosistema malato, ciminiere che sputano fumi tossici, acque putride che sembrano avvolgere questi adolescenti problematici, violenti, alla deriva, e soprattutto profondamente soli che passeggiano sulle rive di un fiume che restituisce tutto ciò che vi viene gettato compresi i cadaveri.
Ichiro infatti, nel suo perenne vagare su quelle sponde ha trovato un cadavere cui, per una sorta di pulsione morbosa e insana si è legato, lo considera il suo tesoro, pronto a difenderlo, quando , in una delle scene più grottescamente drammatiche del film, i suoi compagni di scuola informati su un presunto e fantomatico tesoro sepolto sulle rive del fiume, partono armati di badili rischiando di imbattersi di certo nel cadavere amico di Ichiro.
Solo ad Haruna il ragazzo mostrerà l'ambito trofeo  e quelle sponde fetide diventeranno un luogo di fuga e di ritrovo.

venerdì 6 maggio 2011

Parade ( Isao Yukisada , 2009 )

Giudizio: 6/10
L'ambiguità e il tacere ci salverà


E' lo specchio di alcuni dei mali che affligono la società giapponese (e non solo), questo lavoro di Isao Yukisada, regista finora conosciuto più per film ben poco indimenticabili: rapporti umani labili, alienazione, conformismo, disagio giovanile, deresponsabilizzazione, tutti temi cui il cinema giapponse ha attinto a piene mani negli ultimi anni per affermare un male di vivere universale che conduce all'annichilimento.
L'inizio sembra richiamare  un po' 2LDK di Yukihiko Tsutsumi e un po' la serie televisiva di enorme successo Friends; in una casa vivono quattro giovani, tutti più o meno caratterizzati negli stereotipi: la disoccupata in perenne atteggiamento estatico di fronte alla tv nella visione del suo fidanzato, star di soap, lo studente che bigellona, studia poco e che se la fa con la ragazza del suo migliore amico, la illustratrice , un po' femme fatale, spesso sbronza dopo serate passate nei gay bar, il professionista in carriera che lavora nel mondo del cinema. Li vediamo andare e venire sullo schermo, quasi fosse una tv comedy, sfiorandosi solo fugacemente e vivendo ognuno i suoi stati d'animo in piena solitudine.
Condividi