Nella ormai non trascurabile filmografia di Patrick Kong The Best Plan in no Plan costituisce uno dei passi falsi più clamorosi: quello che fu lo sceneggiatore di Men suddenly in black di Pang Ho-Cheung infatti non riesce a mettere un piedi un lavoro che abbia un minimo di interesse, troppo oscillante tra i consueti spazi in cui la commedia di Hong Kong da qualche anno si dibatte con fortune molto alterne.
Mescolare la commedia brillante romantica con il dramma conduce fuori strada fragorosamente ed il risultato è un lavoro che offre ben poco che possa giustificare la visione.
Come spesso succede quando le idee sono poche, si cerca di supplire con funambolici contorsioni della trama che partendo da una iniziale tripartitura si ritrova a convergere ben presto con inutili orpelli e stratagemmi che non portano da nessuna parte.
La storia ruota intorno a tre uomini, ognuno dei quali in qualche modo vittima sacrificale di un mondo che sembra aver fatto dell'uomo l'oggetto del sacrificio e la donna la spietata creatura onnivora.