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mercoledì 20 febbraio 2013

Headshot ( Pen-Ek Ratanaruang , 2011 )


Giudizio: 7/10
Com'è il mondo sottosopra ?

Guardare il mondo sottosopra offre nuove prospettive e soprattutto impone una maggiore attenzione nel posare lo sguardo e decifrare un universo che si specchia: questo dice Tul, poliziotto divenuto sicario e poi fuggiasco che in seguito ad un colpo di pistola ricevuto in testa si risveglia da un coma lungo tre mesi con questa nuova visione del mondo.
Intorno a questo evento al limite del fantascientifico, Pen-Ek Ratanaruang imbastisce un racconto che sta a metà strada tra il noir e l'indagine esistenzialista: la storia del killer ex poliziotto, ora braccato da nemici oscuri che lo vogliono morto, diventa un pretesto per raccontare le riflessioni che il protagonista che vede il mondo coi piedi in aria  mette in atto per dare un senso ad una vita da fuggiasco e che vorrebbe lasciare tutto alle spalle per adagiarsi nella pace meditativa buddhista che comunque gli eventi gli precludono.

mercoledì 3 febbraio 2010

Nymph ( Pen-Ek Ratanaruang , 2009 )

*****
La ninfa e la foresta


Un incredibile , surreale, magico iniziale piano sequenza di quasi 10 minuti che ci immerge in una foresta, apre l'ultimo lavoro del regista thailandese ed è senz'altro uno dei momenti più belli del film : il mistero e la vita che pullulano tra gli alberi , nella penombra , i suoni , le luci, la violenza e la morte concorrono tutte a creare un clima che per tutto il film incombe, un'atmosfera ricca di ermetismo , di spiritualità, abitata da entità discrete, appena sfocate.
In questa foresta si immergono Nop e May , marito e moglie in evidente crisi di comunicabilità, lacerati da tradimenti e da una lontananza troppo pesante.
Nop sparisce , May lo cerca , non lo trova e torna a casa in attesa di avere sue notizie; con grande sorpresa scoprirà il giorno dopo che il marito è tornato a casa, presentando comportamenti strani; sentendosi di nuovo vicina al marito, troncherà la storia clandestina col suo collega di lavoro anche se Nop ne verrà comunque, misteriosamente , a conoscenza.
Il finale serba qualche sussulto di sorpresa e un tentativo di spiegare gli eventi, sui quali si staglia prepotente e fugace la figura di una giovane donna, moderna ninfa che abita la foresta.
E' difficile mettere gli steccati a questo film: non è certo un horror, nonostante la struttra spinga in quella direzione, non è certo un fantasy come sciaguratamente qualcuno lo ha classificato, potremmo definirlo un thriller psicologico ma con la certezza che l'orizzonte di Ratanaruang è troppo ampio per essere racchiuso in una catalogazione fredda.

mercoledì 6 gennaio 2010

Last life in the universe ( Pen-ek Ratanaruang , 2003 )


*****
Quando i poli si scontrano

Altro film del filone guarda-osserva-aspetta e lasciati pervadere, questo del thailandese Pen-ek Ratanaruang che dimostra la sua indubbia bravura raccontando una storia al limite, dove la solitudine e l'incontro-scontro di due poli portano a risultati non prevedibili, incarnando in maniera terrena e tangibile la volubilità del fato.
Kenji è un bibliotecario giapponese che vive a Bangkok, circondato da libri e ossessionato dall'ordine delle cose e dall'idea del suicidio (mirabile l'incipit in cui lo teorizza); per uno scherzo del destino compierà un omicidio quasi per caso, così come casuale sembra tutto ciò che fa. Mentre fantastica in bilico su un ponte l'ennesimo tentativo di suicido, la morte si appalesa ancora, uccidendo una giovane in strada proprio davanti a lui; conoscerà quindi Noi la sorella della morta che incarna un modo di vita che giace totalmente agli antipodi rispetto al suo: è disordinata, vive in una casa sporca, più simile ad una stamberga, ma possiede senz'altro una vitalità, seppur caotica, che Kenji non conosce.
L'incontro tra i due se da un lato può apparire quanto di più ovvio, dall'altro mette a confronto in modo dialettico, nei fatti, due mondi diversi che però hanno in comune la solitudine e la vacuità che li circonda.
Tra lunghi silenzi, ...
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