Aragami è la risposta di Kitamura alla sfida cinematografica con Tsutsumi, ed il risultato , è bene dirlo , è nettamente inferiore a quello del collega: questo film è interamente farina del sacco di Kitamura che, notoriamente, è regista di film di intrattenimento e di cassetta, molto poco incline al cinema d'autore e nonostante si sforzi , seppur in maniera pasticciata, di fornire alla pellicola un tocco di profondità, il risultato raggiunge a mala pena una stirata sufficenza solo perchè il regista indubbiamente la macchina da presa sa usarla bene e sa creare immagini molto di impatto.
La storia narra di due samurai che gravemente feriti dopo una battaglia bussano alla porta di uno strano tempio dove vengono accolti.