Giudizio: 7/10
Nel 2046 (cinquanta anni dall'handover e anno che nella cinematografia HKese ritorna spesso a richiamare il lavoro di Wong Kar Wai, quasi sempre in tono ironico) la gallinella Kum mantiene un volto da giovinetta grazie alle mirabilie della chirurgia plastica , anche se il corpo si piega spesso sotto il peso degli anni e dei reumatismi; stavolta il pretesto per le sue memorie lo da un giovanotto che ha deciso di perdere la memoria grazie a delle miracolose pillole per curare la delusione d'amore.
Kum invece vuole conservare la memoria di una epoca lontana ed è questo il filo conduttore anche del secondo capitolo di Golden Chicken, motivo per cui con il racconto ritorna a quel 2003 che per Hong Kong fu un anno drammatico: infatti tutta la prima parte è il racconto, attraverso le gesta della protagonista, della tragica epidemia di SARS che colpì la città seminando morte e modificando drasticamente le abitudini di vita della popolazione; poi il racconto torna agli anni ottanta, all'amore giovanile che dopo vent'anni si ripresenta a lei, alla sua attività di escort vissuta sempre con grande umanità verso i suoi clienti.