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domenica 13 marzo 2016

Regression ( Alejandro Amenabar , 2015 )




Regression (2015) on IMDb
Giudizio: 6/10

Per buona parte degli anni 90 l'America fu percorsa da una morbosa ossessione per le sette sataniche e l'occultismo in genere, in parte come conseguenza di presunti predicatori televisivi che istigavano a cercare Satana in ogni luogo ed in parte per una sorta di isteria collettiva che si basava praticamente sul nulla.
In questo contesto storico e sociale Alejandro Amenabar ambienta il suo ultimo film, ispirandosi a fatti realmente accaduti, dopo ben sei anni dal controverso Agorà che segnò un inequivocabile spartiacque nella carriera dell'ex ragazzo prodigio del cinema spagnolo.


Siamo appunto nel 1990 nella profonda provincia del Minnesota e la polizia locale di una piccola città deve far fronte ad un caso di presunte molestie sessuali subite da una giovane ad opera del padre; la ragazza riferisce di esser stata violentata nel corso di sedute sataniche da gruppi di persone appartenenti ad una setta; il padre in stato di confusione ricorda solo qualche dettaglio ma non nega di aver compiuto il misfatto.
In aiuto del detective Kenner si affianca il Professor Raines, uno studioso dei meccanismi della memoria ed esperto in particolare nella tecnica della regressione: infatti sia la ragazza che il padre sembrano aver rimosso il fatto per differenti motivi e quindi tale metodica dovrebbe riportare a galla nella loro mente i ricordi sepolti.
Muovendosi tra il thriller psicologico e il mystery , Regression racconta l'indagine, le atroci verità che sembrano nascondere i personaggi della famiglia di Angela, la ragazza abusata, sconvolta anni prima dal suicidio della giovane madre, fino al colpo di scena finale.

lunedì 1 marzo 2010

Agora ( Alejandro Amenabar , 2009 )

*****
Un omaggio alla laicità del pensiero

E' una totale apologia della laicità della scienza e del penisero, contrapposta all'oscurantismo gretto e becero dell'intolleranza e dell'integralismo religioso, l'ultimo lavoro del talentuoso Alejandro Amenabar, affermatosi ormai come uno dei più bravi registi europei.
Di sicuro il film non avrà vita facile nelle sale italiane, se mai vi approderà, considerato il suo chiarissimo messaggio e la sua rigorosità storica.
Siamo nel IV secolo dc ad Alessandria in Egitto, città che all'epoca si ergeva  come una delle più  importanti dell'impero romano in lento declino, una città dove ferveva una vita culurale e scientifica tra le più produttive di tutto il mondo e che poteva vantare la più grande e magnificente biblioteca che il mondo abbia mai ricordato.
In questo clima , nell'impero ormai quasi totalmente cristianizzato da Costantino prima e da Teodosio poi, ci viene narrata la storia di Ipazia eminente filosofa e studiosa di astronomia e dei suoi allievi. L'ascesa inarrestabile dei cristiani modifica profondamente i modi di vita e crea turbolenze sociali che le autorità con difficoltà riescono a tenere a bada; in seguito ad una di queste periodiche sommosse , un editto dell'imperatore stabilisce che la biblioteca deve essere consegnata ai Cristiani, in cambio della salvezza per i pagani che vi serano asserragliati dentro in difesa. Lo scempio sarà completo: poco sarà messo in salvo da Ipazia prima che la biblioteca venga devastata; i non cristiani saranno costretti alla fuga (quando non trucidati) e la città verrà dominata ,di fatto, da bande di predicatori invasati. Ritroviamo qualche anno dopo gli allievi di Ipazia nei ruoli chiave del potere: Oreste è prefetto, Sinesio è vescovo di Cirene mentre ad Alessandria il vescovo Cirillo spadroneggia, imponendo usi e costumi e muovendo orde di beceri predicatori in violenze e scempi; basandosi su le sacre scritture, che impongono alla donna la sottomissione (alla faccia dei critici dell'Islam...), scatena la sue truppe di invasati contro Ipazia, rea di essere rimasta laicamente atea nonchè figura di riferimento per il suo ex allievo ora prefetto della città.

venerdì 18 settembre 2009

Tesis ( Alejandro Amenabar , 1996 )


Giudizio: 7/10
Video snuff e morbosità

Primo lungometraggio del talentuoso Alejandro Amenabar, insignito di una gran messe di premi e riconoscimenti e giunto in Italia con (ovvio) colpevole ritardo, questo film possiede una forza profetica e divinatoria assolutamente sorprendente racchiusa in guscio da thriller che però alla fine dei conti risulta essere semplicemente una sovrastruttura rispetto alla lettura sociologica e al messaggio di dura denuncia contenuto.
Angela è una giovane laureanda in Scienze delle Comunicazioni a Madrid che prepara la tesi che ha come argomento la violenza nel mondo audiovisivo. Capiamo subito sin dalla prima scena che il suo non è solo un interesse didattico e scientifico, ma c'è qualcosa di morboso e intimo che la attrae alla morte.
La sua decisione di chiedere al professore relatore della tesi del materiale audiovisivo utile per la sua ricerca, da l'avvio ad una serie di eventi drammatici e oscuri che la portano a contatto con l'ambiente dei film "snuff" che inevitabilmente la coinvolgerà in maniera pesante. Nei sotterranei della videoteca universitaria vengono conservati dei filmati amatoriali violenti che porteranno Angela alla scoperta di verità tragiche.
Come thriller il film non è granchè, nonostante i furbi tentativi del regista di mischiare in continuazione le carte, ma , come abbiamo detto, questo è solo un guscio che contiene la vera essenza del messaggio del film: la morbosità dello spettatore assetato di immagini che siano il più reali e violente possibile e il dovere etico di chi manipoli i mezzi audiovisivi di dare al pubblico ciò che vuole; e siccome suona tanto di denuncia violenta di un certo modo di intendere la cronaca, la tv e il cinema di chiara derivazione americana , possiamo ben dire che dopo svariati anni dalla produzione di questo film, tutto è immancabilmente avvenuto. L'immagine ridotta a pasto crudo per lo spettatore che ormai vuole vedere sempre di più. Emblematica e bellissima in tal senso la scena finale all'interno dell'ospedale che fotografa come una istantanea il livello di morbosità amorale in cui è giunta la Tv-verità. Da questo punto di vista il film è semplicemente fantastico e azzeccato, se lo vogliamo vedere come un thriller nudo e crudo invece, al di là della eccellente mano, nel complesso non eccelle, troppo scontato e con una tensione troppo altalenante.
Ma per una volta , e a maggior ragione per un regista che darà grandissima prova di sè in seguito, preferiamo rivolgere lo sguardo all'aspetto sociale e mediatico della storia che rimane il vero motore trainante di questa pellicola.
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