Giudizio: 7/10
E' un film dal sapore antico, nostalgico, che racconta una storia con le immagini filtrate dalle moderne tecnologie in cui è predominante il riferimento al cinema di genere anni 70-80 sulle arti marziali e non solo perchè Once Upon a Time in Shanghai si configura quasi come un remake di Boxer of Shantung di Chang Cheh e perchè la figura del protagonista è un prototipo letterario e cinematografico consolidato o perchè con la scelta dei coreografi d'azione e degli interpreti in qualche modo omaggi il cinema eroico HKese; è proprio il rimando a quel cinema che fa di Once Upon a Time un nostalgico remake di una epoca intera.
Il protagonista Ma è un campagnolo che viene dalla provincia e che per cercare fortuna si reca a Shanghai: qui la similitudine con la New York anni 20-30 che ben conosciamo nel panorama cinematografico è addirittura smaccata; il bastimento che approccia la terra ferma e che scarica nel ventre della città fiumi di indigenti in cerca di fortuna è l'equivalente delle navi che solcavano l'atlantico e che rovesciavano ad Ellis Islands i poveracci di tutta Europa.